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La cocciniglia divora i pini di Roma, endoterapia e lotta biologica per combatterla: “No alle potature”

Il parassita sull'80% degli alberi: da Mostacciano a Corso Trieste e Saxa Rubra pini a rischio. Comitati e associazioni: "Anni di ritardo ora bisogna rincorrere emergenza"

“Non potate i pini. E soprattutto non fatelo per combattere la Toumeyella parvicornis”, ossia la cocciniglia tartaruga. E’ questo l’appello che arriva dai comitati per la salvaguardia degli alberi di Roma: da Corso Trieste a Saxa Rubra passando per l’Aurelio e Villa Leopardi, i cittadini sono alla ricerca di una soluzione che possa arginare l’espandersi della cocciniglia. 

La cocciniglia divora i pini di Roma

Si perchè il parassita di origine nord-americana da un paio d’anni sta letteralmente divorando le piante con conseguente danno ambientale, paesaggistico e culturale. Secondo le stime degli agronomi circa l’80% dei pini di Roma ne è colpito: “50mila alberi a rischio” - aveva ricordato qualche giorno fa Gugliemo Calcerano, portavoce romano dei Verdi. 

Ma se già dal 2015 la regione Campania, primo territorio italiano in cui la Toumeyella parvicornis ha fatto la sua comparsa, ha emesso un decreto per fronteggiarla, Roma Capitale e Regione Lazio sono rimaste a guardare. Tutt’oggi.

Pini di Roma, è allarme cocciniglia: “Già colpito l’80% degli alberi”

Comitati e associazioni contro le potature del Comune

Così comitati e associazioni sono scesi in campo. “Bisogna essere consapevoli che nessuno ha in questo momento la soluzione al problema. Sono stati persi dalle istituzioni sei anni nei quali la cocciniglia tartaruga ha acquisito un vantaggio che potrà essere colmato solo se ci si impegna in una lotta integrata e se verranno messi in campo tutti gli strumenti tecnici di ricerca scientifica, anche genetica, di arboricoltura e di lotta biologica nella consapevolezza che nessuno da solo può pensare di risolvere il problema” - hanno scritto a margine di una riunione insieme a tecnici ed esperti. 

Contro la cocciniglia endoterapia e lotta biologica

Tra i suggerimenti all’amministrazione il ricorso all’endoterapia, ossia “una tecnica di iniezione del prodotto insetticida abamectina all'interno dei vasi legnosi del pino”; ma anche la lotta biologica con il fine di “ristabilire un equilibrio tra l'insetto nuovo infestante e altri insetti utili che ne possono contenere la diffusione”. Confermata l'utilità del lavaggio delle chiome per liberarle dalla fumaggine, il ‘no’ all’utilizzo delle motoseghe del Comune è stato perentorio. “Lo abbiamo sentito proporre come soluzione, lo abbiamo visto mettere in pratica ed è quanto di più sbagliato si possa fare. La grande chioma dei pini, intatta, - sottolineano i comitati - permette loro di resistere meglio”. 

Il 24 settembre alle ore 17.30 i cittadini che hanno a cuore le alberature di Roma, celebrate nel poema sinfonico di Ottorino Respighi e dalla più contemporanea ‘Notte prima degli esami’ di Antonello Venditti, si ritroveranno vicino ai pini di Corso Trieste “per chiedere che le amministrazioni responsabili se ne prendano cura”. Prima che per la città sia troppo tardi.
 

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