Rifiuti, sulla differenziata Roma batte Londra e Parigi: seconda dopo Berlino

Con il 38% la Città Eterna si aggiudica il secondo posto dopo la capitale tedesca che raggiunge quota 42%. Fortini: "Inaugureremo il 2016 sopra il 50%"

Nonostante le difficoltà seguite alla chiusura di Malagrotta, alle cicliche ondate di emergenza rifiuti per le strade e alle polemiche attorno alla gestione dei rifiuti, a confronto con le altre capitali europee in quanto a raccolta differenziata Roma regge il confronto. Anzi, con un 38% di immondizia differenziata, i romani si piazzano al secondo posto dopo i berlinesi in coma alla lista con il 42%. E' uno dei dati emersi ieri nel corso del convegno organizzato da Atia-Iswa Italia (Associazione tecnici italiani ambientali - membro nazionale dell'International solid waste association) e Ama Spa, organizzato per analizzare e confrontare le diverse esperienze europee nel settore. A diffondere i dati è l'Ama.

I DATIAll'ultimo posto in quanto a percentuale di raccolta differenziata c'è Parigi con un 13%. Qui la maggior parte degli scarti è gestita attraverso l'incenerimento (67%) mentre solo un 12,7% finisce in discarica. Ogni anno ogni parigino produce 440 chili di scarti. All'anno ogni abitante per la tassa dei rifiuti paga in media 121 euro. Segue Madrid con il 17% mentre il conferimento in discarica arriva al 39% con un 26,2% di immondizia destinata all'incenerimento. I suoi abitanti producono 377 chili di rifiuti a tesa ogni anno. A Londra invece la raccolta differenziata è al 34% con un 41% di rifiuti incenerito e il 25% restante in discarica. I londinesi producono però ben 970 chili di rifiuti a testa ogni anno. Poco inferiore alla capitale inglese in quanto a raccolta differenziata, Vienna differenziata il 33% dei rifiuti che produce e ne avvia al 'trattamento termico'  il 75%, il 5% di essi va a recupero di materia, il 14,5% diventa compost e il resto è formato da scorie dell'incenerimento che finisce in discarica. I chili pro capite ogni anno sono 599. Infine Berlino con una percentuale di raccolta differenziata al 42%. Dal 2005 la legge tedesca proibisce lo smaltimento in discarica di rifiuti indifferenziati e ne consente l'utilizzo solo per una quota residuale di scarti. Circa il 33% dei rifiuti viene poi trattato con l'incenerimento e il conseguente recupero energetico. L'incidenza pro capite è di 442 chili.  

ROMA - Ama spa serve quotidianamente un bacino di utenza di 2.880.000 abitanti, su di un'area di 1.285 km quadrati, a fronte di una produzione annua di rifiuti di 1.775.000 tonnellate (610 kg pro capite). La raccolta differenziata è pari al 38%, di cui l'11% è rifiuto organico trasformato in compost e il 27% è recupero di materia (vetro, carta, cartone e imballaggi in plastica e metalli). Il sistema in via di estensione prevede due modelli: il porta a porta e la raccolta stradale. In entrambi i casi, comunque, la raccolta differenziata viene effettuata separando le 5 frazioni di rifiuto: organico, contenitori in vetro, carta e cartone, multi-materiale 'leggero' (contenitori in plastica e metallo), materiali non riciclabili. Entro fine anno saranno serviti in tal modo 1.840.000 abitanti, nel 2015 il servizio raggiungerà tutta la città. Il costo per la raccolta e il trattamento della raccolta differenziata è pari a 130 milioni. I rifiuti indifferenziati, pari al 62% del totale, invece, vengono lavorati prima in impianti di trattamento meccanico e biologico (tmb) o di tritovagliatura e, successivamente, avviati a recupero energetico o in discariche che accolgono rifiuti trattati fuori regione.  

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FORTINI - “Abbiamo verificato che Roma non è seconda nei suoi comportamenti del ciclo integrato dei rifiuti. Le virtuosità degli altri sono anche le nostre” il commento del presidente di Ama Daniele Fortini. Poi ha lanciato una sorta di sfida: “Inaugureremo il 2016 sopra il 50%, superando Berlino. In tutte queste capitali l'impiego di inceneritori è massimamente impegnato per lo smaltimento dei rifiuti, in media il 60% dei rifiuti generati a Londra , Parigi, Berlino e Vienna viene incenerito con recupero di energia che viene poi trasmessa nei locali della città attraverso il teleriscaldamento. Per loro è una gestione virtuosa del ciclo, Roma invece vuole lavorare soprattutto sulla rigenerazione di materia".

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