Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Roma Città Metropolitana: cosa cambia e come funziona

Il decreto legge numero 95 dello scorso 6 luglio istituisce le città metropolitane in sostituzione delle province di alcuni grandi centri urbani: Roma diventerà, secondo quanto previsto dal decreto sullo Spending Review, Roma Città Metropolitana. Ecco cosa cambia

Tra le tante disposizioni del cosiddetto decreto Spending Review del governo Monti ce ne è una che tocca da vicino Roma, il suo comune e la sua provincia: infatti il decreto legge numero 95 dello scorso 6 luglio istituisce le città metropolitane in sostituzione delle province di alcuni grandi centri urbani di tutta la penisola tra cui ovviamente la Capitale.

Quindi Roma Capitale diventerà a decorrere dal gennaio del 2014 Roma Città Metropolitana, ricordando che la precedente normativa in materia di conferimento di maggiori funzioni a Roma quale capitale italiana era transitoria e provvisoria in vista della creazione proprio della città metropolitana, un ente locale intermedio tra comune e regione previsto dalla Costituzione così come riformata nel 2001, che fino ad ora era rimasto solo sulla carta.

Cosa cambia da Roma Capitale a Roma Città Metropolitana? Cosa cambia per le decine di comuni della provincia? Diventeranno borgate di Roma? Manterranno la loro autonomia comunale? Visto le numerose reazioni politiche contrastanti di queste settimane è bene fare chiarezza e capire cosa prevede il decreto Monti attualmente all’esame del Senato per la conversione in legge.

SOPPRESSIONE DELLA PROVINCIA - La prima cosa certa è che la Provincia di Roma quale ente locale verrà soppresso e la nuova città metropolitana coinciderà territorialmente con il territorio della provincia soppressa: quindi tutti i comuni della Provincia di Roma faranno parte della nuova Roma Città Metropolitana. I comuni manterranno la loro autonomia, sono e continueranno a essere comuni con i loro sindaci, cambierà in parte solamente la configurazione istituzionale della Città metropolitana e le sue funzioni rispetto alla provincia.

Nella nuova città metropolitana ci sarà così come per la provincia un consiglio, un presidente e un vicepresidente, diverse ne saranno la modalità di elezione, diverse le nomine di eventuali assessori.

CONSIGLIO METROPOLITANO - Il consiglio si chiamerà Consiglio metropolitano e a differenza del Consiglio Provinciale, eletto direttamente dai cittadini, sarà eletto dall’insieme di tutti i consiglieri comunali e dei sindaci dei comuni del territorio metropolitano. A essere eletti consiglieri potranno essere i sindaci dei comuni del territorio. Facendo un esempio: il sindaco di Guidonia si potrà candidare a consigliere metropolitano e potrà essere eletto da tutti i suoi colleghi sindaco e dai consiglieri comunali di tutti i comuni e quindi potrà essere votato dal sindaco di Cerreto Laziale e dal consigliere comunale di Nemi. Il consiglio metropolitano sarà formato da sedici consiglieri.

SINDACO METROPOLITANO - A guidare la Città metropolitana sarà il Sindaco Metropolitano che sostituirà il vecchio presidente della provincia che, in via transitoria e solamente fino a quando la città metropolitana non avrà approvato un suo statuto, coinciderà con il sindaco del capoluogo di provincia, quindi in questo caso il sindaco di Roma Capitale sarà anche il sindaco di Roma Città Metropolitana. Poi il consiglio metropolitano potrà decidere se far permanere questa modalità di elezione del sindaco metropolitano oppure adottare uno statuto che preveda l’elezione diretta da parte dei cittadini secondo l’attuale sistema di elezione adottato per i presidenti delle province. Il sindaco metropolitano nomina il suo vice-sindaco e può assegnare delle deleghe ai consiglieri metropolitani.

FUNZIONI CITTA' METROPOLTANA - Che cosa farà la Città Metropolitana e il sindaco metropolitano? Quest’ultimo svolgerà le sue funzioni da sindaco di Roma Capitale in modo separato rispetto alle funzioni della Città metropolitana che assumerà tutti i compiti che prima spettavano alla provincia a cui si aggiungono la pianificazione territoriale, le reti infrastrutturali, una gestione coordinata dei servizi pubblici di interesse metropolitano, le funzioni nel settore della mobilità e della viabilità e anche dello sviluppo economico e sociale.

Quando poi la Città metropolitana avrà adottato un suo statuto allora si potrà sapere come si regoleranno i rapporti con i comuni e come potranno svolgere le funzioni che potranno vedersi delegate dalla Città Metropolitana. Certo che in un territorio metropolitano come quello di Roma ci saranno temi caldi da dover gestire che già ora costituiscono un braccio di ferro tra la Capitale e i comuni della provincia come per esempio la gestione dei rifiuti.

Per svolgere tutte le funzioni la Città Metropolitana utilizzerà il patrimonio e le risorse umane e strumentali prima facenti capo alla provincia. In tempi di spending review è bene ricordarlo sia i consiglieri metropolitani che il sindaco metropolitano non prenderanno nessuna remunerazione o gettoni di presenza, le loro cariche sono delle mere onorificenze.

A Roma l’avvio della Città metropolitana potrebbe essere anticipato rispetto alla data del gennaio 2014 in vista della tornata elettorale del 2013 che doveva portare all’elezione sia del sindaco di Roma Capitale che del Presidente della Provincia di Roma.  Dovendo, almeno per questa tornata elettorale, il sindaco metropolitano coincidere con il sindaco di Roma Capitale la sfida delle elezioni comunali del 2013 si arricchisce di un nuovo obiettivo: convincere i cittadini romani, strizzando l’occhio ai vicini comuni dell’area metropolitana.

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