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Città Metropolitana: "Dal Municipio XI spinta per elezione diretta di sindaco e consiglio"

"L’obiettivo è fare presto e fare bene l’attuale legge, la 56/2014"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday
Sono molto soddisfatta per il via libera dato oggi dal Consiglio municipale alla mozione presentata dal Partito Democratico per chiedere che il Governo intervenga con una legge per prevedere che il Sindaco dell’Area metropolitana di Roma e tutti i membri del Consiglio metropolitano siano eletti direttamente dai cittadini. – Lo dichiara Emanuela Mino, Presidente del Consiglio del Municipio Roma XI e cofirmataria dell’atto.
 L’obiettivo è fare presto e fare bene: l’attuale legge, la 56/2014, prevede per l’ente metropolitano un’elezione di secondo livello, dove i consiglieri metropolitani sono eletti da e tra i Sindaci e i Consiglieri dei Comuni dell’area metropolitana e il ruolo di Sindaco della Città metropolitana è, per legge, ricoperto dal Sindaco di Roma. Questo sistema non solo non permette ai cittadini di scegliere direttamente da chi vogliono essere governati, come accadeva per la vecchia Provincia, ma ha mostrato enormi lacune dal punto di vista tecnico e amministrativo.
 La fine della sindacatura Marino ha avuto effetti nefasti per la Città metropolitana perché il  Sindaco e la Giunta metropolitana sono decaduta ed i poteri sono stati assunti dal Vice Sindaco metropolitano sino a nuove elezioni; inoltre, questo ha comportato la decadenza contemporanea di tutti quei consiglieri metropolitani (10 su 24) che, in quota Roma Capitale, erano stati eletti e la loro surroga con altrettanti provenienti dai Comuni della Provincia. In pratica, la città di Roma oggi non è rappresentata all’interno della Città metropolitana e questo non può essere accettabile dal punto di vista della rappresentanza politica e territoriale.
 
E’ pertanto davvero urgente procedere a queste modifiche legislative che devono però inquadrarsi all’interno di una visione dell’area metropolitana che non può ricalcare i confini territoriali della vecchia Provincia e le sue competenze ma guardare oltre, fondandosi sulla riorganizzazione delle funzioni dei Comuni metropolitani su aree omogenee per caratteristiche ambientali, economiche e sociali e promuovendo al contempo a Comuni metropolitani gli attuali 15 Municipi di Roma. In tal modo si arriverebbe ad una semplificazione del sistema di governo dell’area vasta, ad una chiara ripartizione delle competenze e ad una riconoscibilità da parte dei cittadini delle Istituzioni, dei loro meriti e responsabilità: si darebbe insomma piena attuazione ai principi ispiratori del decentramento che ad oggi,  con l’attuale assetto, sono completamente disattesi.
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