"Per la città metropolitana una visione romanocentrica targata Pd. E il centrodestra tace"

Parla il sindaco di Monte Compatri, Marco De Carolis. "I comuni dell'hinterland verranno esclusi dalle decisioni". Poi un appello ai 'colleghi' di centrodestra: "Inervenite nel dibattito"

La discussione politica continua a proseguire in sordina, soprattutto nella Capitale, eppure il lavoro di costruzione dell'Città metropolitana avanza nel percorso che darà presto alla luce il nuovo ente istituzionale. Meno di venti giorni dalla presentazione della liste, la data è fissata per il 14 settembre prossimo. Poco più di un mese, il 5 ottobre, al giorno in cui sindaci e consiglieri in carica dei 121 comuni della Città Metropolitana eleggeranno i propri rappresentanti. Dei 24 consiglieri, 11 arriveranno direttamente dal Campidoglio. 'Super sindaco' di diritto della nuova Città Metropolitana sarà il primo cittadino della Capitale, Ignazio Marino. Un assetto che preoccupa non poco molti sindaci dell'hinterland capitolino che lo considerano troppo “romanocentrico”. Anche perché decisioni importanti come i trasporti, e soprattutto i rifiuti, passeranno proprio al vaglio del nuovo ente. Il rischio, e la paura di molti amministratori locali, è che il peso di una città con oltre due milioni e mezzo di abitanti unita all'assetto politico della nuova istituzione sposti l'ago della bilancia decisionale sul Campidoglio.

In prima fila contro il 'romanocentrismo' c'è il primo cittadino di Monte Compatri Marco De Carolis. “La Città metropolitana sarà un'opportunità solo quando tutti i 121 Comuni dell’area saranno chiamati in causa per le decisioni che spettano agli amministratori locali. Non è solo una questione di statuto come dice il senatore del Pd, Bruno Astorre, ma di modus operandi: una dimostrazione in questo senso arriva dalla scelta sulla data del voto decisa in solitudine”. Per chiarire la sua posizione un esempio su tutti: “La localizzazione della discarica” esordisce. “Abbiamo assistito tutti alla difficoltà del comune di Roma di trovare un posto per la sua realizzazione. Come possiamo essere certi che gli interessi di un comune con 13 mila abitanti come Montecompatri siano rappresentanti di fronte al problema urgente di una città con oltre due milioni di abitanti?”.

Per 'bilanciare' l'influenza predominante del Campidoglio c'è chi punta sull'elezione del 'vice' di un sindaco dell'hinterland, chi su una Unione dei comuni. Per De Carolis è una questione di poteri: “O questa figura avrà facoltà di veto in grado di controbilanciare lo squilibrio 'romanocentrico' dell'istituzione oppure meglio che i comuni percorrano un'altra strada, al di là dell'appartenenza politica”. Continua De Carolis: "E’ evidente che senza rappresentanza nel consiglio, con un’assemblea sbilanciata a favore della Capitale che avrà 11 eletti su 24, risulterà difficile un confronto sui problemi delle città della provincia”. La proposta tra gli amministratori dei Castelli è la creazione di una Unione dei Comuni, una sorta di coordinamento amministrativo su alcuni servizi importanti come trasporti e rifiuti in grado di interloquire con la nuova entità metropolitana. “Potrebbe essere una valida alternativa” il commento di De Carolis.

Intanto sulla poltrona del 'vicesindaco' si sta giocando una partita "tutta interna al Pd" il commento dell'amministratore di centrodestra. Una poltrona chiave, per alcuni, soprattutto considerando la mole di impegni cui già il sindaco Marino deve far fronte. Il partito democratico romano e laziale è già al lavoro per trovare la quadra attorno a un suo candidato. Dalla cima del Campidoglio era già emerso il nome del consigliere capitolino Gianni Paris anche se dal Pd del Lazio sembrano optare per il 'vicino' di Fiumicino Esterino Montino. Non è da escludere però che la partita si giochi tra i sindaci dei comuni dell'hinterland, in primis Mauro Alessandri di Monterotondo, più graditi al deputato Bruno Astorre che sui Castelli ha il suo bacino elettorale.

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Sul percorso di costituzione della Città Metropolitana invece dal centrodestra "solo silenzio". L'appello arriva proprio dal primo cittadino di Monte Compatri che denuncia il “silenzio totale” del centrodestra sulla questione.  “Vorrei lanciare un appello ai colleghi affinché intervengano nel dibattito sulla Città metropolitana” continua.  “Non possiamo lasciare che le scelte siano caratterizzate da una visione romanocentrica targata Pd”.

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