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Giovedì, 29 Settembre 2022
Politica Flaminio / Via Guido Reni

Città della Scienza: nel rimpallo di competenze non decolla la trasformazione dell’ex caserma di via Guido Reni

Marino attacca Raggi ed il PD che replicano sui ritardi nella trasformazione urbanistica dell’ex caserma.

Il progetto di realizzazione della Città della Scienza stenta a decollare. E’ così indietro, rispetto ai tempi inizialmente prospettati per il suo avvio, che c'è chi si sta preoccipando. Com'è il caso del Municipio II.

L'Arte al posto della Scienza

La trasformazione urbanistica dei 5 ettari dell'ex caserma di via Guido Reni, prevede un doppio progetto. Uno desintao alla scienza l'altro ad edificazioni destinate a scopo residenziale ed a servizi. L'apprensione è sull'apparente stallo che caratterizza il progetto d'interesse pubblico. Per questo l’ente di prossimità guidato da Francesca Del Bello ha messo nero su bianco, in una memoria di giunta, una proposta alternativa: rinunnciare al progetto originario, che celebra la scienza, per destinare gli spazi all’Accademia delle Belle Arti. Un’idea che però ha finito per alimentare la contrapposizione politica.

Le bacchettate di Marino

Il primo a commentare l’ipotesi prospettata dalla minisindaca democratica è stato Ignazio Marino. L’ex primo cittadino di Roma si è detto “rattristato e dispiaciuto” perchè “viene cancellato il piano di rigenerazione urbana di un intero quartiere di Roma ed anche la realizzazione di un Museo della Scienza”. Marino ha poi puntato l’indice verso il Partito Democratico che, nel 2016, aveva “chiesto di bloccare l’operazione”. Ma anche verso il Movimento 5 stelle “a cui manca capacità e preparazione per gestire le grandi opere della Capitale”.

La versione della Sindaca

Sentendosi chiamata in causa, Virginia Raggi ha risposto spiegando quale sia stato l’iter amministrativo seguito dal Campidoglio. “Abbiamo subito ripreso il tuo progetto a cui la conferenza dei servizi ha imposto una revisione degli elaborati - ha ricordato Raggi  - abbiamo approvato una delibera di giunta per gli interventi in variante nella primavera 2019 e poi c’è stato il via libera in Aula alla fine 2019. Poi tempi tecnici per osservazioni, controdeduzioni e pareri, lo abbiamo riportato in Assemblea capitolina a fine 2020 per l'approvazione finale nella quale si confermava appunto la destinazione a Museo della Scienza. A dicembre 2020 è stato tutto inviato alla Regione Lazio”.

Dunque, se il progetto non è decollato, secondo questa ricostruzione, è per volere del PD “che attraverso una memoria della Giunta del II Municipio - ha ricordato Raggi - è uscito allo scoperto e ha detto esplicitamente che intende tornare indietro sul progetto internazionale”.

La ricostruzione della Regione

Dalla Regione intanto sono arrivati dei chiarimenti. “Il progetto infatti è stato presentato da Roma Capitale alla Regione Lazio solo il 20 gennaio 2021, ed è differente da quello elaborato dalla Giunta Marino. Quindi l’amministrazione comunale ci ha messo quasi 5 anni per portarlo all’attenzione dell’ente regionale” ha dichiarato, in una nota, la Regione Lazio.

L’ente governato da Nicola Zingaretti ha aggiunto che “Oltre alle differenze progettuali la Giunta Raggi ha proposto un diverso strumento attuativo in variante al Piano Regolatore, che riclassifica anche urbanisticamente le aree di intervento. Con grande spirito di collaborazione la Regione Lazio ha comunque acquisito i precedenti pareri e a seguito di numerosi incontri tra i vari enti, sono stati resi compatibili”. Poi la Regione è scesa sul piano tecnico, indicando l’iter seguito ma che ha portato l’ente ad affermare che “l'istruttoria, lunga, faticosa e molto laboriosa si è conclusa su un progetto comunque differente dal Museo della Scienza proposto dall’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino”.

La nuova delibera ed il ruolo del PD

C’è un quarto attore, nella contrapposizione creatasi sull’ex Caserma di via Guido Reni, che ha deciso di scendere in campo. Si tratta di Giovanni Caudo, oggi minisindaco e candidato nella lista “Roma Futura” a sostegno di Roberto Gualtieri. Nella precedente amministrazione comunale, però, era stato assessore all’Urbanistica di Marino e quella vicenda la conosce bene. L’ha seguita anche successivamente, al punto da precisare che nella delibera 987 del 2019, quella votata dall’attuale assemblea capitolina, “non era prevista neanche la destinazione tanto da essere presentata attraverso un apposito emendamento dal PD”.

Il clima elettorale ed il progetto da salvaguardare

Le difficoltà incontrate dal progetto quindi, a livello amministrativo, sono innegabili. Ed è anche difficile negare che, al netto di un evidente ritardo nel ruolino inizialmente prospettato, il progetto della Città della scienza paghi lo scotto del clima che caratterizza la contrapposizione politica tra i due schieramenti, vale a dire il centrosinistra ed il M5s. Però, ha obiettato Caudo,”sarebbe il caso di fare uscire queste vicende dal clima elettorale perché abbiamo le risorse e un progetto valido. Si tratta solo di dare un seguito”. L'istruttoria, ha spiegato la Regione, è terminata. Per far "decollare" la trasformazione urbanistica servirà predisporre un bando di gara. Prima però occorre recuperare quella serenità che, il clima elettorale, non sta contribuendo a mantenere.

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