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Politica

Gualtieri accelera sulla "Città dei 15 minuti"

Ieri il convegno sul modello di sviluppo della città, proposto dall'urbanista della Sorbona Carlos Moreno, e scelto dal sindaco per la Capitale

"Il modello della 'Città dei 15 minuti' permette di rendere concrete le tre grandi sfide che sono al centro delle politiche urbane a livello internazionale: sostenibilità, innovazione e inclusione. Un modello che rappresenta una grande opportunità per Roma, che soffre di una distribuzione fortemente disuguale dei servizi e delle condizioni economiche". A dirlo è il sindaco Roberto Gualtieri intervenuto da remoto (è ancora positivo al Covid) al convegno che si è tenuto ieri in Campidoglio dal titolo "Roma a portata di mano: la città dei 15 minuti". Un po' lo slogan con cui il sindaco si è fatto eleggere in Campidoglio, il sogno con la "s" maiuscola da realizzare entro la fine della consiliatura: rendere i principali servizi al cittadino distanti non più di un quarto d'ora a piedi, o in bici, da casa. Un progetto che ha già delle basi concrete, un assessorato e un dipartimento ad hoc, e linee guida contenute in una memoria di giunta approvata lo scorso dicembre

Le mappe dei servizi

Una città policentrica che vede il proprio modello nel piano di sviluppo della città proposto dall'urbanista franco-colombiano della Sorbona Carlos Moreno, presente all'evento insieme alle assessore di Milano e Barcellona e ad Andrea Modica Bosinco, manager di IZILab, azienda che si è occupata di realizzare per il Comune le prime mappe che fotografano lo stato dell'arte. Tre cartine interattive, caricate sul sito dell'azienda, che permettono di controllare la presenza di tre servizi in particolare sul proprio territorio, la loro concentrazione e accessibilità: la scuola, i trasporti, la sanità. Tre mappe da cui partire per capire in quali municipi è prioritario intervenire.

"La nostra città copre infatti una superficie amplissima, con una densità fortemente disomogenea e un tessuto urbano frammentato - ha dichiarato ancora il sindaco - è indispensabile lavorare per fare in modo che tutti i cittadini abbiano le stesse possibilità di accesso alla mobilità pubblica, ai servizi amministrativi, educativi e sanitari". La 'Città dei 15 minuti' si basa sul raggiungimento di obiettivi strategici di prossimità e sostenibilità: una città in cui i servizi principali sono a portata di mano, entro 1250 metri dalla residenza di ogni cittadino, uno spazio che può essere percorso in circa 15 minuti a piedi o in bicicletta. 

Roma città della prossimità

"Roma è una città unica al mondo, che però ha bisogno di riguadagnare vivibilità, e una dimensione a misura di cittadino e di cittadina - ha commentato l'assessora a decentramento e Città dei 15 minuti Andrea Catarci - parliamo di un modello di città della contemporaneità, in cui l'innovazione renda più facile la vita di tutti i cittadini, da quelli che abitano dentro le Mura Aureliane a quelli che abitano nei territori più lontani dalla città. Una città della prossimità, in cui si realizzano i servizi dove mancano, ripartendo dalla tante esperienze positive che già ci sono e mettendole in rete". Si tratta anche di un modello basato sul decentramento, "in cui i 15 municipi, da propaggini ibride del Campidoglio come sono ora, diventino organi di governo locale a tutto tondo".

"Una città viva è una città costruita sulle necessità delle fasce di età più giovani. Se uno spazio urbano rende vivaci e interconnesse tutte le sue periferie e le trasforma in nuove centralità, riduce le disuguaglianze, aumenta le opportunità, e rafforza le possibilità di crescita economica del territorio - ha commentato Andrea Modica Bosinco, manager di IZILab - le mappe che abbiamo realizzato evidenziano come i servizi essenziali, quali la mobilità su ferro, l'istruzione e la sanità siano molto distanti se non addirittura assenti in diversi quartieri della Capitale, creando grandi disagi, occasioni di formazione mancate, fuga dalla città. Come cittadino vorrei che il governo Capitolino si concentrasse esattamente nel 'connettere' anche queste zone all'interno della rete dei servizi essenziali, realizzando uno spazio urbano 'a portata di piede', partecipato, vivo".


 

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