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Cinghiali attratti dai rifiuti, Raggi prima attacca la Regione poi minimizza: “Presenti anche in altre città”

Raggi scarica le responsabilità sul mancato controllo della Regione. Replica il PD: "I cinghiali, come i topi ed i gabbiani, sono un effetto emergenza rifiuti"

I cinghiali a Roma sono una presenza costante. Le prime segnalazioni risalgono ai tempi dell’amministrazione Marino. Ma è negli ultimi cinque anni che le testimonianze si sono moltiplicate. Non passa giorno che, soprattutto nel quadrante nord della Capitale, non vengano ripresi degli esemplari a spasso per la città.

La Sindaca all'attacco della Regione

Per la Sindaca, intervistata dalle telecamere di Mediaset, la responsabilità di quest’invasione non vanno però cercate nel Campidoglio. “Il controllo dei cinghiali è una competenza regionale” ha ricordato la sindaca. “Per aiutare la Regione nel 2019 abbiamo sottoscritto, insieme alla Città Metropolitana, un accordo per cercare di collaborare su questo fenomeno. Ma la Regione è riuscita a rimanere inadempiente rispetto agli obblighi”. E quindi, visto che l’ente governato da Zingaretti “non fa quello che gli compete per legge e non fa quello che è previsto nel protocollo, io ho fatto un esposto” ha sottolineato Raggi. 

I cinghiali presenti in altre città

Ed i rifiuti? Hanno un ruolo nella presenza massiccia degli ungulati a Roma? Non per la Sindaca visto che “sono presenti anche in altre città come Milano, Torino e Genova”. La questione per il campidoglio è semplice. “Il problema è il controllo”, il piano di contenimento che la Regione non rispetta. Punto. Quello del controllo della specie, soprattutto attraverso il ricorso alle gabbie ed ai recenti, è un compito che spetta agli enti regionali che gestiscono i parchi. IL comune però, nel protocollo citato dalla Sindaca, si era impegnato a tenere pulite le strade.

Cinghiali conseguenza dell'emergenza rifiuti

“La questione dei cinghiali, più volte fotografati in giro per le strade della Capitale in cerca di cibo- hanno replicato i consiglieri PD del Campidoglio - è solo un aspetto di una più grande emergenza che è quella dei rifiuti”. E la loro presenza “come il proliferare di topi, gabbiani, blatte e scarafaggi” va legata al “permanere di cumuli di rifiuti non raccolti nelle aree riservate ai cassonetti” hanno concluso i consiglierei democratici del Comune.

Cinghiali attratti dai rifiuti

Qual è la ricostruzione corretta? La risposta l’ha fornita Francesco Petretti, presidente del Bioparco e docente di Biologia all’università di Perugia. “Roma è collegata alla campagna e se i cinghiali arrivano in città è perché c'è un motivo che li spinge, il cibo, e hanno capito che è possibile trovare da mangiare vicino all'uomo senza il pericolo di essere abbattuti dai cacciatori” ha ricordato Petretti. E quindi? 

Basta scaricabarile

“La vera soluzione – ha proseguito Petretti - è data dal comportamento e dall'intervento di tre figure: la regione per quanto riguarda il controllo degli esemplari troppo abituati ad avvicinarsi agli esseri umani, l'amministrazione comunale in merito allo smaltimento dei rifiuti e i cittadini che dovrebbero smetterla di lasciare l'immondizia accanto ai cassonetti e di dare da mangiare ai cinghiali”. Pertanto “regione e comune devono smetterla di scaricarsi a vicenda le colpe” ha aggiunto il presidente del Bioparco “basta che ognuno faccia la sua parte”.

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