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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Politica Monte Mario / Via Igea

Risveglio macabro a Monte Mario: c'è un cinghiale morto sul marciapiede

In via Igea avvistato l'ungulato privo di vita. “Patanè (PD): ““Quell’immagine simboleggia incuria della Capitale e fallimento di Raggi sui rifiuti”

In via Igea, nel quartiere di Monte Mario, il risveglio non è stato dei migliori. I residenti che si sono messi in strada, all’altezza del civico 12, hanno infatti dovuto condividere il marciapiede con una carcassa.

Il cinghiale morto

Nello spazio destinato alla cosiddetta “tazza alberata” era presente la carogna di un cinghiale. Un esemplare adulto ma non anziano, a giudicare almeno dal colore delle setole. Non si conoscono le ragioni che hanno portato al decesso dell’animale la cui specie . Com'è noto, viene frequentemente avvistata nella zona di Monte Mario.

Un'immagine simbolo

Il cinghiale morto è stato immortalato da una foto del consigliere regionale Eugenio Patanè (PD) che ha poi commentato l’episodio. Quella dell’animale esanime sul marciapiede, ha spiegato il democratico, “è un’immagine da un lato simbolo del degrado e dello stato di incuria e di abbandono in cui versa la Capitale d’Italia, dall’altro dimostra in maniera lampante il fallimento dell’amministrazione Raggi sul tema rifiuti”.

I rifiuti che attirano i cinghiali

“I cinghiali – ha ricordato Patanè – popolano ormai la città, zone periferiche e zone centrali come appunto via Igea, perché i cassonetti sono stracolmi di rifiuti. Con tutto ciò che ne consegue, a cominciare dai problemi ambientali ed igienico-sanitari”. Che la colonizzazione di alcune zone cittadine sia dovuta alla facilità con cui questi animali riescono ad accedere al cibo, è un fenomeno noto e confermato da fonti autorevoli. Lo ha ribadito, di recente, anche Francesco Petretti, il presidente del Bioparco di Roma. 

Una strada da invertire

Gli ungulati hanno acquisito interesse per quello che gli lascia l’uomo. Ed allora se gli facciamo venire meno questo interesse, non lasciando a loro disposizione il cibo, perderanno la motivazione a spingersi in città” ha ricordato l'autore dei documentari targati Wild Italy. Ma per riuscirci “bisogna essere precisi e costanti nel tempo. Deve essere un impegno assiduo quello di non lasciare i rifiuti alla loro portata – ha spiegato Petretti, apprezzato naturalista e divulgatore scientifico – In questo modo possiamo convincerli a tornare nel loro ambiente”.

La gestione dei rifiuti

Per ora, a giudicare dalle segnalazioni degli ungulati presenti in città, non ci stiamo riuscendo. Così la morte di un cinghiale rischia di trasformarsi in un' immagine dal forte potere evocativo. Diventa infatti il simbolo della fallimentare gestione del loro alimento più apprezzato nel contesto urbano: i nostri rifiuti.
 

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