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Cimiteri tra ritardi e carenze, per le cremazioni è corsa contro il tempo: carri funebri in coda per lasciare le salme

Ama ammette alla cremazione solo 200 salme a settimana: al Cimitero Flaminio i mezzi delle agenzie funebri in fila sin dalle prime ore del mattino

Una lunga fila di carri funebri lungo le strade del Cimitero Flaminio con gli operatori delle agenzie in coda sin dalle prime ore del mattino nella speranza di riuscire a lasciare in deposito le salme destinate alla cremazione. “Alle 8 c’erano già 30 mezzi in attesa per rientrare tra i 200 feretri ammessi al forno crematorio” - spiega uno degli addetti ai lavori a RomaToday. 

Cremazioni a Roma, Ama fissa tetto massimo: 200 a settimana

Sì perchè Ama nelle settimane scorse ha fissato un tetto massimo per le domande di cremazione ammettendone solo 200 a settimana. Per le richieste eccedenti il numero di salme ricevibili resta l’opzione degli impianti fuori dal territorio metropolitano, “ma per l’autorizzazione del Comune di Roma bisogna aspettare un mese” - dicono gli operatori; oppure per una diversa forma di seppellimento. Anche le salme per le quali la richiesta di cremazione non venga presentata entro 5 giorni dall’entrata nel cimitero Flaminio, saranno inumate d’ufficio. 

Sui cimiteri Comune in ritardo di tre anni

Così al Cimitero di Prima Porta è corsa contro il tempo per esaudire una delle ultime volontà di chi non c’è più ed evitare alle famiglie del defunto un nuovo calvario fatto di attesa e burocrazia. Le cremazioni a Roma vanno a rilento, l’incremento dei decessi registrato nell’ultimo anno ha minato un sistema già fragile sul quale pesano i ritardi accumulati negli anni. I forni crematori già indicati come necessari in una delibera di Giunta del 2017 non sono mai stati realizzati, arriveranno ma non nell’immediato. Così come interventi di manutenzione e nuovo personale. 

Ama: "Salme in attesa di cremazione già ridotte del 40%"

Ama rincorre il trend dei decessi in aumento e le mancanze strutturali. “Pur in questa situazione inedita ed eccezionale anche data la concentrazione temporale, le salme in attesa di cremazione relative all’ultimo periodo, influenzato notevolmente anche per via indiretta, come evidenziato sia dall’Ordine dei Medici sia dalle statistiche ufficiali, dagli effetti dell’epidemia Covid-19, in poche settimane si sono già ridotte di oltre il 40%" - ha fatto sapere la Municipalizzata in una nota sottolineando come nel IV trimestre del 2020 abbia svolto "quasi 1200 operazioni cimiteriali in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente”. 

Gli operatori delle agenzie funebri: "Domanda cremazioni non esaudita"

Ma non basta. Il comparto funebre è sul piede di guerra. "La domanda di cremazioni non riesce ad essere esaudita dall'Ama a causa della mancata manutenzione dei forni e per la carenza di personale. Questo comporta depositi pieni di cadaveri, con le salme in attesa della cremazione, quindi non contenute in contenitori di zinco, in piena decomposizione e con perdita di liquami” - hanno sottolineato in commissione capitolina i rappresentanti della Federcofit (Federazione Comparto Funebre). “I tempi per una cremazione a Roma vanno dai 30 ai 40 giorni, a fronte delle 48 ore necessarie a Milano. E questo comporta la necessità di utilizzare forni fuori Roma. Anche i tempi burocratici per autorizzare la cremazione sono troppo lunghi”. Così il lunedì mattina il cimitero di Prima Porta si trasforma in una distesa di carri funebri: tutti vogliono rientrare tra i primi 200. 

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