Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Cimitero Flaminio, non solo salme in attesa: “Sporcizia e degrado, è in condizioni indecenti”

Cumuli di fiori secchi intorno alle fontane, servizi igienici impraticabili e incuria dilagante. La denuncia: “Mi spezza il cuore sapere che mio padre riposa in queste condizioni”

“Mi spezza il cuore sapere che mio padre riposa in queste condizioni”. Ci sono rabbia e profondo dolore nelle parole di Desy, tra i tanti romani che hanno i propri cari sepolti al Cimitero Flaminio. Si perchè “ormai - racconta la donna a RomaToday - per poter portare un fiore bisogna fare un viaggio nel degrado”. 

Cimitero Flaminio: viaggio nel degrado

Fuori strade dissestate, erba incolta e sporcizia. Anche gli edifici non se la passano meglio: intonaco scrostato, qualche infiltrazione, servizi igienici spesso inutilizzabili con la manutenzione ordinaria ben lontana dall’efficienza. Lo raccontano bene cumuli di fiori secchi accatastati intorno alle fontane e mai ritirati, cartacce e buste sparse in terra, cestini pieni. “Un’indecenza totale” - commenta Desy. E’ così da tempo. 
 
“Quindici anni fa è venuto a mancare mio padre e da allora frequento periodicamente il cimitero di Prima Porta. Nel corso degli anni il degrado è arrivato a dei limiti disumani, un posto che dovrebbe dare solo quiete e serenità, invece l'unica cosa che provoca è rabbia e frustrazione”. 

Mancate sepolture, la protesta di famiglie e onoranze funebri

Non solo quella di chi va a trovare i propri cari “in una situazione disgustosa”. Fuori centinaia di famiglie attendono ancora di poter seppellire chi li ha lasciati: depositi pieni e lunghe attese, soprattutto per le cremazioni. Nei cimiteri capitolini pesano carenze strutturali, ritardi e mancanza di personale. Ama punta tutta sulle nuove assunzioni, sull’investimento di oltre 2 milioni di euro da parte del Comune e sullo smaltimento della burocrazia attraverso un processo di digitalizzazione delle pratiche.

VIDEO | Più di duemila bare stipate nei depositi, la protesta delle pompe funebri di Roma 

Ma il tempo stringe, l’emergenza da Covid-19 ha accentuato il deficit di un sistema già precario da anni, spingendo i cimiteri capitolini verso il collasso. Venerdì famiglie dei defunti in attesa di sepoltura e operatori delle agenzie funebri hanno protestato in piazza Bocca della Verità: “Mio marito è al deposito del Verano e ancora sto aspettando una risposta” - ha detto con un filo di voce Lorella, vedova da febbraio. “Provo dolore, ma anche tanta rabbia. Non è giusto”. “La situazione è intollerabile. La prossima volta portiamo i feretri in Campidoglio” - hanno minacciato i lavoratori delle onoranze funebri. 

Ama: "Al Cimitero Flaminio programma riqualificazione e manutenzione"

Ma Ama si discolpa e replica. "Da circa un anno AMA, in stretta sinergia con Roma Capitale, è impegnata in un massiccio programma di riqualificazione e manutenzione dei Cimiteri Capitolini a cui si è affiancata la riorganizzazione della struttura interna. Al Flaminio con i fondi della manutenzione ordinaria è stato eseguito il ripristino delle condizioni di sicurezza e la conseguente riapertura dell’accesso al pubblico per il gruppo di edifici H-Q. In particolare, è stata effettuata l’impermeabilizzazione delle coperture, tramite installazione di nuova guaina per un totale di 2.500 mq e si è poi provveduto ad interventi di stuccatura e tinteggiatura negli interni. Sono state inoltre concluse nei mesi scorsi - riporta l'azienda - le manutenzioni per rendere operativa al 100% anche la sesta linea esistente del forno crematorio, permettendo un potenziamento delle attività. Anche in questo periodo eccezionale, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, a Roma le operazioni cimiteriali sono sempre state e continuano ad essere assicurate. L’impegno della struttura cimiteriale, infatti, continua ad essere massimo per far fronte all’eccezionale trend di crescita dei decessi, con 5.000 defunti in più registrati da ottobre 2020 ad oggi". 

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