Troppi morti, Ama fissa tetto massimo di cremazioni: 200 a settimana. Le salme rischiano di finire fuori comune

Mancano i forni, a Roma massimo 200 cremazioni al giorno. La Cgil: “Chi muore tra giovedì e sabato non ha diritto ad essere cremato? E' fallimento gestione Raggi”

Il trend di decessi in forte aumento da oltre due mesi, “probabile effetto collaterale dell’emergenza da Covid-19”, ha fatto emergere tutta la fragilità del sistema cimiteriale di Roma: specie per quanto riguarda le cremazioni. Le attese, da 10 a 15 giorni, non rappresentano una novità ma il disastroso incremento di morti (nel mese di novembre 63,4% ndr.) sta mettendo a dura prova gli ingranaggi facendo emergere criticità e carenze strutturali. 

Il Cimitero Flaminio al collasso: lunghe file di carri funebri e salme in attesa

Con il Verano “monumentale” e il Laurentino ormai privo di capienza, è il Cimitero Flaminio a ricevere le salme: tra lunghe file di carri funebri, litigi violenti tra gli operatori esasperati per attese e lungaggini, forni crematori pieni e depositi colmi, Prima Porta è al collasso. Tanto da costringere Ama a correre ai ripari. 

Le bare con le salme in attesa di cremazione finiranno nei container: dieci quelli noleggiati dalla Municipalizzata come “spazi aggiuntivi” alla camera mortuaria. Dall’altra parte lo snellimento degli iter burocratici e il potenziamento di tutte le linee produttive che negli ultimi cinquanta giorni dal 1 novembre al 20 dicembre) ha permesso di effettuare 2.654 cremazioni 

A Roma morti in aumento, cimiteri al collasso: così le bare finiscono nei container 

Ama: "Oltre 2600 cremazioni negli ultimi 50 giorni"

“Al fine duplice di accelerare i tempi di attesa alleggerendo le giacenze e di rispettare tutte le norme di sicurezza per il personale, a partire da oggi verranno accolte fino a 200 domande per nuove cremazioni a settimana. Pertanto, a differenza di quanto già avvenuto in altri Comuni che hanno sospeso l’attività crematoria fino ad inizio del nuovo anno, anche questa attività nella Capitale prosegue” - ha fatto sapere Ama. 

Cremazioni, Ama fissa il tetto massimo: 200 a settimana

Per le richieste eccedenti il tetto massimo di salme ricevibili, già comunicato alle agenzie funebri, si dovrà optare per impianti fuori dal territorio metropolitano oppure per una diversa forma di seppellimento. Anche le salme per le quali la richiesta di cremazione non venga presentata entro 5 giorni dall’entrata nel cimitero Flaminio, saranno inumate d’ufficio.
 
Provvedimenti che rappresentano “la resa di Ama nella gestione dei servizi cimiteriali” - tuona il segretario della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola. "A Roma se una persona muore tra il giovedì e il sabato non ha il diritto di essere cremata" - l'amara constatazione. L’azienda ha riferito infatti di essere nelle condizioni di potere ricevere un numero massimo di salme da cremare pari a 200 per ogni settimana e che i sei forni disponibili sono in grado di lavorarne al massimo 380, il che significa poco più di 50 al giorno e tenendo una riserva per smaltire le 2.000 in attesa. 

VIDEO | Cimitero Flaminio al collasso: le lunghe file dei carri funebri per lasciare i defunti 

Nei cimiteri di Roma mancano i forni crematori

Una situazione che secondo il sindacalista ha poco a che fare con la pandemia in corso: "Ama ancora una volta è costretta ad ammettere che i dati denunciati dalla Cgil sono veritieri e continua a trincerarsi dietro l'emergenza Covid. Se il Comune avesse mantenuto gli impegni e realizzato quanto stabilito nella delibera di giunta di agosto 2017, che stabiliva la costruzione di quattro nuovi forni, oggi non avremmo alcuna emergenza, anche con l'aumento della mortalità degli ultimi mesi. È incomprensibile che la municipalizzata voglia coprire le responsabilità del Comune e non dire che anche quando sarà superato il Covid l'emergenza cremazioni resterà: i numeri parlano chiaro". 

Un'emergenza già esistente e denunciata, che il Covid ha accentuato. La prima segnalazione del sindacato nel mese di giugno, quando c'erano oltre 1.000 salme in attesa. “La mossa odierna Ama in ogni caso non risolve il problema perchè, anche negando il diritto alla cremazione ai cittadini, per smaltire le 2.000 salme che giacciono nei depositi approntati alla bene e meglio nel cimitero Flaminio, e su cui abbiamo sempre chiesto di far chiarezza, ci vorranno almeno tre mesi". 

La resa di Ama davanti ai defunti: "E' fallimento gestione Raggi"

Ma oltre alla costruzione di nuovi forni quali le alternative di gestione? “Ama avrebbe potuto chiedere alla Protezione Civile di allestire forni temporanei e al Comune di eliminare la tassa per portare fuori città le salme e sottoscrivere convenzioni con altre strutture”. 

La via maestra rimane tuttavia quella di costruire i nuovi forni: nel prossimo quinquennio la richiesta di cremazioni prevista sarà di oltre 20.000. Bisogna scongiurare che anche i defunti debbano finire oltre i confini del comune. “Trasformare in normalità un'emergenza e adeguarsi a servizi scadenti. Con la vicenda cimiteri - conclude Di Cola - si chiude il cerchio del fallimento della giunta Raggi nella gestione di Ama".

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