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La ciclabile sul Tevere spacca l'alleanza giallorossa. L'attacco di Zingaretti, il M5s si difende

Per completare l'intervento serve ora l'ok della Sovrintendenza. E con una lettera ufficiale la Regione chiede spiegazioni al Comune

Sono iniziate le prove cromatiche per colorare la ciclabile sulla banchina del Lungotevere. Nel frattempo, però, l’intervento è tornato ad essere terreno di scontro. Questa volta grazie all’intervento del governatore Nicola Zingaretti.

Le perplessità della Regione

“Sarebbe bello” ha commentato l’ex segretario democratico “se mettessimo asfalto sulle strade per coprire le buche e non sulle rive del lungotevere, com'è stato fatto”. D’altra parte non c’è solo Zingaretti ad aver avanzato delle perplessità in Regione, per i lavori avvenuti sulla banchina. Il 30 aprile, sul tavolo del Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica del Comune, è stata infatti inoltrata una richiesta di chiarimenti. L'ha inoltrata la direzione regionale per la pianificazione paesistica e urbanistica, interessata ad avere dal dipartimento capitolino “le informazioni sulle autorizzazioni rilasciate per l’esecuzione” dei lavori “lungo le banchine del Tevere” per “il particolare contesto in cui si inseriscono”. 

In attesa del via libera

La richiesta non è peregrina visto che, come ha riconosciuto anche l'assessora capitolina Linda Meleo, annunciando la scelta del colore “grigio chiaro” per la ciclabile, ora serve  “l’ok definitivo da parte delle sovrintendenze che sono gli organi competenti. Senza questo  - ha infatti ammesso la titolare ai Lavori pubblici della Giunta Raggi - non possiamo procedere con il completamento delle operazioni”.

Una ciclabile che divide

Insomma la ciclabile, in piena campagna elettorale, ha finito per nutrire le divisioni tra M5s e Partito Democratico, ovvero tra l'alleanza giallorossa che, oltre all’esperienza del governo Conte Bis, è stata riproposta in Regione con l'ingresso in giunta di Roberta Lombardi e Valentina Corrado. E che in Comune invece, con la guida della Sindaca, continua ad alimentare le contrapposizioni. Da una parte e dall’altra visto che, il commento del Presidente Zingaretti, è stato subito stigmatizzato.

Zingaretti come Salvini

Oltre ad Alessandro Di Battista e Vito Crimi, in difesa della ciclabile sono scesi anche i pezzi da novanta della Giunta Raggi.  Per l’assessore alla Mobilità Pietro Calabrese “Zingaretti è come Salvini” ed è “in ritardo di oltre 15 anni” perchè. “L'asfalto c'era già ed i lavori, programmati quando era sindaco Veltroni”, erano stati “ realizzati poi con Alemanno”. Anche l’assessore al personale Antonio De Santis, solitamente poco propenso ad entrare nell’agone politico, ha stigmatizzato l'uscita del governatore democratico.

Il m5s fa quadrato in difesa della ciclabile

“Noi siamo gli unici che dopo anni stanno curando il manto della ciclabile rendendola praticabile, ma evidentemente il presidente della Regione Lazio - che anche De Santis ha associato a Salvini, tra i primi a contestare l’asfalto sulla ciclabile - non si è mai accorto che l'opera che oggi contesta, non solo esiste da tempo, ma é anche molto utilizzata dai romani”. La ciclabile serve ad unire. Ma quella sulla banchina del Tevere, almeno stando alle modalità con cui è stata realizzata, hanno finito per dividere.

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