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Ciclabile sul Tevere, non si placano le proteste: “Dimostra l’assenza d’una visione integrata”

L’asfalto sulla banchina non piace nemmeno ai 5 stelle. Iorio (M5s)“Intervento non degno di un’amministrazione attenta al patrimonio”

La ciclabile sul Tevere non è completata. Per giudicarla, occorre aspettare di vedere il lavoro finito. Tuttavia è evidente che la scelta di realizzarla su una base di asfalto non è piaciuta. Per almeno due ragioni. Non rispecchia l’esigenza di riqualificazione del fiume e delle sue sponde che, l’amministrazione per prima, ha spesso dichiarato di voler realizzare. E non è stata una decisione assunta dialogando con associazioni e cittadini interessati al rilancio del Tevere.

Asfaltacchia e le critiche dei supercritici

“#asfaltacchia è stata giudicata prima ancora di essere completata” ha provato ad argomentare il consigliere Angelo Diario (m5s) giocando con l’analogia con “spelacchio”, l’abete natalizio “giudicato quando aveva ancora i rami abbassati”. In questo modo “è diventata la ciclabile più famosa al mondo, come Spelacchio, grazie alle critiche dei supercritici”. Peccato però che in questa schiera rientrino anche esponenti della maggioranza grillina e realtà, come Agenda Tevere Onlus, che con l’amministrazione hanno spesso collaborato, ad esempio nell’allestimento di Tiberis o in quello di Piazza Tevere.

L'assenza di condivisione

Il tema non è legato alla sistemazione d’una pista malandata. E neppure al fatto che la si voglia giudicare prima che sia completata. La questione si colloca ad un livello più alto. E chiama in causa quella partecipazione che l’attuale amministrazione aveva sempre dichiarato di voler promuovere. Nello specifico caso del Tevere, nel 2017 è stato istituito anche un ufficio speciale, che prevede proprio la partecipazione di Onlus, Fondazioni ed associazioni. Ma su quest’intervento l'organismo non è stato proprio chiamato in causa. “Non si può istituire un Ufficio speciale per il Tevere e non attivarlo proprio quando serve, ossia quando si sta programmando e progettando un intervento in quel contesto unico, seppure di manutenzione ordinaria” ha obiettato la consigliere pentastellata Donatella Iorio.  

Gli errori in continuità con il passato

L'assenza di confronto, non è un tema secondario in questa vicenda. E c'è chi non vuole farlo passare per tale. “Penso fermamente che si debba imparare dagli errori del passato e non ripeterli. Inoltre un’amministrazione che si propone come alternativa a tutto quello che l’ha preceduta deve mostrare una sensibilità diversa, un maggiore ascolto di tutti i cittadini e di tutte le esigenze”. Sembrano le parole di un esponente dell'opposizione, che denuncia l'assenza della tanto sbandierata discontinuità col passato. Ed invece arrivano sempre dalla portavoce grillina, apparsa sfiduciata anche per l’assenza di autocritica dell’amministrazione e per il fatto che “non sarà individuato nessun responsabile di questo intervento grossolano e sicuramente non degno di una amministrazione attenta al patrimonio”. 

L'assenza d'una visione integrata

La scelta di ricorrere ancora una volta al bitume sui sampietrini, a ben vedere, rappresenta solo la punta dell’iceberg. Il tema, in effetti, è che quei 5 km che l’amministrazione sta rifacendo, avrebbero dovuto essere parte di  “un progetto paesaggistico con una visione integrata, un progetto capace di tenere insieme il contesto storico monumentale con quello ambientale e con le esigenze funzionali in una visione condivisa” ha fatto notare l’Agenda Tevere Onlus, i cui attivisti ora si dichiarano “indignati”.

La riqualificazione 

Ma questa operazione dimostra che la visione d'insieme non c'è. E neppure la voglia di condividere le scelte. Nonostante l’istituzione di un Ufficio speciale del Tevere che contempla la partecipazione ed il confronto con quelle realtà che, in questi anni, si sono mostrate parte attiva nel rilancio del fiume. “Non è più accettabile che a Roma si agisca senza programmazione, senza un progetto, senza una visione condivisa” ha obiettato la Onlus che ha contribuito alla realizzazione d'iniziative come Tiberis.  A proposito l'allestimento della spiaggia sul Tevere tra qualche mese tornerà ad essere incensato dall'amministrazione come un tassello verso la riqualificazione del fiume. Senza dialogo, però, resterà solo la tessera d'un mosaico. Un lavoro impegnativo, destinato a restare sciaguratamente incompleto. 

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