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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Il carcere di Regina Coeli deve chiudere: spazi inadeguati, sovraffollamento e troppi suicidi

Una mozione, firmata dall'intero gruppo capitolino Pd, impegna Gualtieri a muoversi con il ministro Nordio affinché la casa circondariale di via della Lungara cessi le sue funzioni al più presto. I sindacati di polizia: "Discussione inutile"

Risse tra detenuti, agenti di polizia penitenziaria aggrediti, tre suicidi fino a luglio 2023 e tre in tutto il 2022. Regina Coeli, il carcere più antico di Roma in via della Lungara, finisce nel mirino della politica capitolina e in particolare del Pd. Con una mozione che verrà discussa nelle prossime settimane, il gruppo dei dem in Campidoglio chiede al sindaco Roberto Gualtieri di far chiudere la casa circondariale, facendo pressione sul ministro della Giustizia Carlo Nordio. 

Il Pd chiede la chiusura di Regina Coeli

L'atto è stato firmato da sostanzialmente tutte le consigliere e i consiglieri Pd in Campidoglio e sottolinea le caratteristiche strutturali dell'edificio di via della Lungara, costruito nel 1642 per ospitare un convento e diventato carcere nel 1881: "Gli spazi interni sono angusti- si legge nella mozione - e non sono conformi alle normative vigenti, ribadite sia dalla Suprema Corte di Cassazione sia dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo in tema di superficie destinata ai singoli detenuti". 

Struttura inadeguata e maxi sovraffollamento

Inoltre, il Pd sottolinea le condizioni psicologiche dei detenuti: "Le condizioni sanitarie sono allarmanti - denunciano i consiglieri - sia sotto il profilo delle cure mediche sia quello della salute e della cura mentale. Nel 2023, solo nei primi sette mesi ci sono stati tre suicidi, stesso numero nell'arco del 2022. Questa struttura carceraria non è in grado di offrire concrete forme di speranza". Focus anche sul sovraffollamento: "Oltre ad una evidente inadeguatezza strutturale - scrivono la capogruppo Baglio & Co. -  il carcere romano di Regina Coeli ormai da decenni versa in condizioni di costante sovraffollamento, con picchi di presenze fino al 150% della sua capacità ricettiva ed anche sotto questo profilo si è, quindi, dimostrata una struttura del tutto inidonea e insufficiente alla sua attuale destinazione". Quindi, in sostanza, per il Pd Regina Coeli va chiusa. E l'istanza di chiusura la deve presentare Gualtieri sul tavolo di Nordio. 

Il sindacato di polizia penitenziaria: "Discussione inutile, servono 400 agenti subito"

"Una discussione inutile, l'ennesima - il commento del segretario regionale dell'Unione Sindacati Polizia Penitenziaria, Daniele Nicastrini - perché si pensa che chiudere un carcere risolva i problemi. Sono anni che lamentiamo gravi deficit di organico, denunciamo le aggressioni, le risse, i traffici di droga interni, situazioni favorite anche da un sovraffollamento smisurato rispetto al numero di agenti. Altri che chiudere: servono urgenti misure straordinarie per sopperire alle carenze e fronteggiare il dilagare dei reati". In base ai numeri forniti dall'USPP, per gestire i 1.000 detenuti presenti a Regina Coeli (nonostante una capienza di 600), ci vorrebbe per il sindacato una immediata integrazione di personale, che nel complesso dei 5 istituti di pena è stata quantificata in 400 unità: "In questi giorni, il sindacato ha indetto lo stato di agitazione - conclude Nicastrini - rappresentando un fortissimo disagio della Polizia Penitenziaria contro le aggressioni, risse, droga, suicidi e omicidi come il caso di Velletri, sulla quale ad oggi non trova alcun’attenzione della politica locale e di quella nazionale". 

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