Blitz omofobo nella palestra Vanity Crew: "Serve segnale forte dalle istituzioni"

Tanta l'indignazione di politica e società civile dopo il raid nella palestra dei ballerini di Italia's Got Talent. Il portavoce del Gay Center: "Conosciamo bene episodi come questi"

"E´ necessario un chiaro segnale di solidarietà da parte delle istituzioni in una città che conosce ripetutamente azioni contro le persone gay, lesbiche, bisex e trans". E' quanto chiedono gli attivisti del mondo Lgbt a pochi giorni dal blitz omofobo avvenuto a Vanity Dance Studio, la palestra di Centocelle imbrattata con scritte omofobe. "Non possiamo rimanere aperti è pericoloso". Il post divultato su Facebook da Andrea Pacifici uno dei due ballerini che ha aperto la struttura nella periferia sud est della Capitale insieme al compagno di vita e di palcoscenico Simone Panella.

Raid omofobo al Vanity Dance Studio

I due avevano partecipato alla trasmissione televisiva Italia's Got Talent e avevano poi deciso di dare concretezza al loro sogno insegnando anche agli altri a danzare. Il sogno però è stato bruscamente interrotto quando nella notte di giovedì 10 agosto Andrea e Simone hanno trovato le mura della palestra imbrattate da scritte omofobe e disegni di falli. Un raid che la coppia di artisti ha denunciato attraverso le pagine social e che è stata solo l'ultima puntata di "minacce e intimidazioni" che i due hanno subito nei mesi. Da qui l'amara decisione: "La Vanity Dance Studio Chiude" scrivevano i ballerini nella giornata di giovedì 10 agosto.

Gli atti omofobi indignano la politica

Un annuncio che non comunica solo una chiusura ma palesa anche la sconfitta dei diritti civili. All'indomani del raid sono state tante le voci che hanno manifestato solidarietà ai ballerini della palestra. Tra questi, la condanna forte del vice sindaco Luca Bergamo che nella giornata di venerdì ha commentato: "Sono solidale e vicino a chi lavora e frequenta la scuola di danza Vanity Dance Studio. Chi fa scritte omofobe manifesta solo ignoranza e aggressività che sono spesso prodotto della paura di chi non ha gli strumenti per affrontarle". E ancora dal Campidoglio, anche la solidarietà di Svetlana Celli, capogruppo della lista civica Roma Torna Roma: "Le istituzioni devono essere sempre più in prima linea per diffondere la cultura del rispetto e della parità dei sessi, soprattutto a partire dalle scuole, per un cambiamento culturale profondo quanto mai necessario per superare simili gesti".

"Ci vuole un segnale di solidarietà"

Oltre i commenti politici non sono mancati i commenti di chi ha vissuto e vive sulla propria pelle o in maniera molto diretta circostanze di intolleranza e di omofobia, appunto. "Conosciamo bene episodi come questi che periodicamente si ripercuotono in maniera simile anche presso la nostra sede a Testaccio" ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. Sulla questione Angela Infante, presidente del Gay Center e responsabile della formazione degli operatori del numero verde Gay Help Line: "La danza è un tema centrale nella nostra associazione, attraverso questa arriviamo ad affrontare temi e esperienze, che difficilmente sarebbero esprimibili. Ci fa ancora più rabbia che sia stato colpito proprio un luogo che prepara alla danza". A fare da eco alle sue parole quelle di Francesco Angeli, presidente di Arcigay Roma: "E´ necessario un chiaro segnale di solidarietà da parte delle istituzioni in una città che conosce ripetutamente azioni contro le persone gay, lesbiche, bisex e trans".

"Sindaca, se ci sei batti un colpo contro l'omofobia"

Parole molto forti anche quelle espresse da Imma Battaglia, leader del movimento LGBT, prima a denunciare alla stampa quanto accaduto lo scorso 11 agosto: "La rinuncia di un gruppo di giovani alla propria passione è la rinuncia di una società intera, di una città ormai in preda al degrado culturale e morale, che è stretta in una morsa di ignoranza e grave discriminazione". Ed è ancora Battaglia a lanciare l'allarme: "Non possiamo più tollerare il silenzio della Sindaca Raggi e della Giunta Capitolina, chiediamo che si riapra urgentemente il tavolo delle associazioni per studiare un piano di intervento nella città e nelle scuole contro il pregiudizio, l’omofobia e ogni forma di discriminazione".

Restituire luogo simbolo alla città

Le richieste del movimento Lgbt: "Chiediamo immediatamente un incontro - le parole di Imma Battaglia - affinché venga restituito un luogo simbolico e importante a questo gruppo di giovani danzatori vittime dell'odio, perché possano perseguire la propria arte, e che soprattutto dimostrino che la città non rimane in silenzio di fronte ad attacchi discriminatori e violenti”. Infine la leader del movimento si è rivolta direttamente alla sinadaca: “Intervieni subito! Sindaca se ci sei, batti un colpo contro l'omofobia".

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