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Chikungunya, è polemica sulle disinfestazioni "salva zanzare". Montanari attacca la stampa ma non chiarisce

L'assessore si scaglia contro i giornalisti, ma aggira la ragione delle critiche

"Il Comune di Roma in ritardo cinque mesi con le disinfestazioni? Tutte bufale". L'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari sale in cattedra per la sua personale rassegna stampa del giorno con annesso corso lampo di giornalismo anti-fake. Usa un video su Facebook per attaccare la stampa tutta, senza distinzioni, e sul caso Chikungunya va a caccia di quelle che bolla come "false informazioni dei media"

Dalla cronaca dei 47 malati che hanno contratto l'infezione di origine africana, trasmessa dalla zanzare tigre, e al netto degli accertamenti sanitari che verranno svolti dagli enti competenti, media e opposizioni sono passati (inevitabilmente) a scandagliare quanto fatto dall'amministrazione comunale per garantire ambienti salubri in città. Gli attacchi sono diversi, si parla di "ritardi di cinque mesi", di disinfestazioni all'acqua di rose, c'è chi promette esposti, interrogazioni, accessi agli atti. Ma per Pinuccia Montanari, che insegna la corretta informazione e "l'onestà intellettuale", è tutto falso: "Siamo intervenuti subito sulle zanzare tigre - ripete come un mantra - da aprile abbiamo fatto oltre mille interventi e andremo avanti fino a novembre"

Ha ragione? Nei suoi sei minuti di video smentita, insiste esclusivamente o quasi sul numero di interventi effettuati, sottolineando che già da primavera (come avviene ogni anno da anni) il Comune si è attivato nella lotta all'insetto. E sul ritardo di un paio di giorni rispetto alle direttive impartite dalla Asl i primi di settembre incolpa il weekend di maltempo e la forte pioggia che avrebbe reso vano il lavoro delle squadre anti zanzara. Quello a cui invece Montanari non dà peso, che è però il cuore delle critiche mosse all'amministrazione, è il come il Comune si è attivato. Quegli "oltre mille interventi" come sono stati effettuati? Facciamo un passo indietro e cerchiamo di chiarire.

Chikungunya: tutto quello che c'è da sapere

Il 26 aprile 2017 la sindaca Raggi ha firmato la consueta ordinanza anti zanzara tigre. Il testo però contiene una grossa novità, tanto grossa che i Cinque Stelle se ne vantano in più occasioni: "Farà scuola". Il provvedimento impone l'utilizzo di prodotti biologici, meno tossici dei classici, e fa divieto di uccisione delle zanzare adulte in fase preventiva. Gli interventi saranno solo di tipo larvicida. Si legge nel dispositivo: "L'amministrazione capitolina intende adottare come uniche azioni di contrasto la prevenzione e la lotta larvicida". E ancora: "I trattamenti contro le zanzare adulte sono sconsigliati poiché comportano maggior rischio di tossicità, elevato impatto ambientale, temporaneità dei risultati e maggiori costi di gestione, (pertanto, ndr) non devono mai essere utilizzati a scopo preventivo nè a calendario". 

Una novità tanto grossa che 350 aziende di disinfestazione ricorrono al Tar. Il Tribunale non accoglierà l'impugnativa, ma la sentenza si esprime sul possibile danno alle ditte, non sull'efficacia effettiva di un'ordinanza che ha ridotto e limitato gli interventi di prevenzione a uno specifico settore, quello delle larve. Escludere gli insetti adulti dalle operazioni è stata una scelta opportuna alla luce dei casi di infezione da zanzara sui quali è alta l'allerta in queste ore? Questa è la domanda alla quale forse Montanari dovrebbe rispondere. 

Anche perché, di fronte al rischio di un'epidemia di Chikungunya, di ordinanza ne è stata emessa un'altra. E le zanzare adulte sono state reinserite nelle pratiche di disinfestazione incrementate d'urgenza a seguito delle richieste stringenti di Asl, Regione Lazio, Ministero della Salute partite i primi di settembre. Un cambio in corsa perché stavolta non c'è da prevenire ma da curare. Il nuovo dispositivo è datato 13 settembre: "Si interverrà agendo principalmente tramite la rimozione dei focolai larvali e adeguati trattamenti larvidi e adulticidi". E Montanari lo dice seppur tra le righe e senza evidenziare l'importanza della distinzione: "Sono stati fatti interventi di natura larvicida e anche, poi, successivamente, adulticida". Successivamente, appunto. In ritardo. Di cinque mesi. 

Senza contare le condizioni del verde pubblico. Siepi, erba alta, ristagni d'acqua nei parchi dove proliferano larve e zanzare tigri adulte. Nessuno interviene da mesi e le immagini di giardini ridotti a giungle impraticabili, altro che fake, sono la dura realtà. I bandi europei per la manutenzione del verde orizzontale e verticali sono partiti ad aprile e sospesi poche settimane dopo perché andavano adeguati alle nuove norme sugli appalti. Il risultato è che ancora non si vedono operatori in campo. 

Ma anche sul verde Montanari, con un altro lungo post, si difende. Rivendica un altro bando europeo per monitoraggio e potature degli alberi, 82mila esemplari. Questo aggiudicato e partito. Poi però ammette lei stessa che non basta. "Roma, la città più verde d’Europa, con oltre 44 milioni di chilometri quadrati di aree verdi ha bisogno di molto di più". 44 milioni di chilometri - chilometri - quadrati? Quanto la superficie del continente asiatico. Dev'essere un refuso, forse voleva scrivere metri. Ma il web non perdona. E parte lo sfottò.

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