Raggi non scioglie la riserva: Berdini assessore a metà. Si cerca un sostituto

La sindaca ancora dubbiosa sull'assessore. Lui non partecipa alla riunione di giunta. E mentre circolano i nomi per sostituirlo, tra i consiglieri spunta un fronte che vuole la sua permanenza in squadra

Tenerlo o scaricarlo? Affondare il colpo o aspettare? Continuano i dubbi di Virginia Raggi su Paolo Berdini. Pende ancora la riserva con cui la sindaca ha rifiutato le dimissioni dell'assessore all'Urbanistica che "con il capo cosparso di cenere e i ceci sotto le ginocchia" ha rimesso il mandato chiedendo scusa dopo il colloquio pubblicato da La Stampa. Ieri la prima cittadina, rispondendo alla domanda sulla fiducia a Berdini ha risposto: "Non ho ancora sciolto la riserva". Sempre ieri dal canto suo Berdini non ha partecipato alla riunione di giunta, di fatto segnando una separazione in casa.

Sin qui i dati e le dichiarazioni ufficiali dietro le quali ci sono azioni e tattiche per provare a tenere salda una barca che tanto sicura non appare. Raggi non si fida più di Berdini. Fosse dipeso da lei non l'avrebbe neanche incontrato mercoledì, dandogli direttamente il benservito una volta appreso delle dichiarazioni. Risoluta come non mai, è stata fermata dai vertici che l'hanno condotta a più miti consigli: "Non apriamo un nuovo fronte, rischiamo di ripetere la vicenda dell'assessore al bilancio". Così siamo nella situazione attuale dove però, paradossalmente, più il tempo passa più Raggi sembra perdere forza, mostrandosi, per dirla alla Berdini, "inadeguata e impreparata".

Si insinuano infatti nella mancata decisione della sindaca le voci relative alla difficoltà nel trovare un sostituto. Filtrano, e queste sono un po' più reali, le voci relative all'incontro di giovedì sera nel corso del quale una parte dei consiglieri, capitanati da Marcello De Vito, avrebbe provato a convincere la sindaca a tenere Paolo Berdini in squadra. Secondo alcuni consiglieri scaricarlo significa aprirsi agli attacchi di chi dipinge il M5s pronto agli accordi con i costruttori. Inoltre sul tavolo c'è il grande peso del professore comunista tra i movimenti per la casa. Più di una volta proprio lui ha evitato che la situazione degenerasse e senza il suo argine il timore è quello di manifestazioni pesanti.

Secondo quanto racconta una fonte qualificata a RomaToday, prima della riunione di giovedì Berdini era praticamente out. Raggi infatti avrebbe voluto l'incontro per annunciare la sua decisione ai consiglieri. Di fronte a lei però il muro compatto del giorno prima non c'era più. I consiglieri, spaccati, l'hanno spinta ancora a temporeggiare.

Così è uscita la notizia del possibile commissariamento di Berdini. Una situazione disegnata ad hoc per far innervosire l'urbanista che non a caso ieri, giorno della consueta riunione di giunta, ha preferito restare a casa a raccogliere i tanti messaggi di solidarietà arrivati e ad osservare la manifestazione, per la verità assai poco partecipata, che ne chiedeva la conferma. Si prende tempo e, ancora una volta, si vanno creando due correnti in Campidoglio. Una pro Berdini, capitanata da Marcello De Vito e che fa capo, manco a dirlo, a Roberta Lombardi. L'altra anti Berdini, con la sindaca in prima linea, affiancata da Daniele Frongia che sta lavorando per trovare un sostituto. Due i nomi. In prima fila ci sarebbe Francesco Sanvitto, urbanista pentastellato a capo del tavolo dell'Urbanistica, fedelissimo della sindaca. Una scelta tattica, per aprire alla base e per far digerire l'addio di una figura anti cemento come Berdini. Meno quotato è invece il nome di Guendalina Salimei che indiscrezioni stampa vicina all'attuale vicesindaco Luca Bergamo.

Al momento però prevale la linea attendista, anche in attesa dell'ormai quasi certo sì allo stadio, per il quale è arrivata la benedizione di Di Battista. Vanno infatti avanti i tavoli con l'As Roma e la quadra sarebbe stata trovata su una parziale riduzione delle cubature. Chi darà il sì al progetto? Anche questo è da capire. Già, perché i grillini, da sempre attenti a non intaccare la loro immagine anti speculatori, sono consapevoli che facendo saltare Berdini, verrebbe meno la bandiera anti cemento e sarebbe impossibile non pensare che il suo addio sia legato al suo no allo stadio. Molto duro nei confronti del progetto stadio è però lo stesso Sanvitto che addirittura qualche settimana fa aveva lanciato una delibera della base per rimuovere la delibera che sanciva l'utilità pubblica. E anche oggi, attraverso il suo profilo facebook, indica questo passaggio come fondamentale per poter imporre delle modifiche. Senza l'annullamento di quella delibera infatti ogni modifica, ogni cambiamento è a rischio ricorso.
 

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