Martedì, 26 Ottobre 2021
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L'Ama deve pagare al Colari 80 milioni di euro: la Corte d'Appello conferma il 'lodo Malagrotta'

Secondo quanto deciso l'8 febbraio 2012 l'azienda capitolina deve riconoscere i maggiori costi derivanti dal prolugamento dei tempi di gestione post mortem della discarica. Il 22 aprile questa decisione è stata confermata

Ammonta a 80 milioni di euro il 'rimborso' che l'Ama dovrà riconoscere al consorzio Colari, la società del gruppo Cerroni che gestisce la discarica di Malagrotta. A comunicare la notizia l'agenzia Dire. La Corte d'appello ha confermato quanto stabilito nell'arbitrato dell'otto febbraio 2012. I soldi la maggior parte saranno destinati alla gestione trentennale della discarica di Malagrotta, chiusa lo scorso settembre. La decisione è stata presa lo scorso 22 aprile dalla prima sezione civile, presieduta da Lucio Bochicchio, che ha condannato Ama anche al pagamento di 100mila euro di spese legali in favore del Colari, dopo che la municipalizzata capitolina aveva impugnato il lodo emesso oltre due anni fa.

I PUNTI CONTESTATI DALL'AMA - Sono diversi i punti dell'arbitrato contestati dall'azienda capitolina che alla Corte aveva chiesto che fosse riconosciuta la carenza di legittimazione del Colari ad agire per tutte o alcune delle richieste in sede di arbitrato; di dichiarare l'incompetenza del collegio arbitrale; di dichiarare infondate le domande del Colari; di, come si legge nella sentenza,  “rigettare le domande del Colari per intervenuta compensazione tra gli importi che risultassero dovuti al Colari e il maggior credito maturato o maturando di Ama a titolo di oneri per la gestione post operativa trentennale della discarica, versati al Colari in misura eccedente i maggiori oneri da esso lamentati".

LA RICHIESTA DI AMA - In sostanza secondo Ama il prolungamento della durata della gestione post mortem della discarica ha creato un credito per l'azienda, tanto che alla Corte aveva richiesto di "accertare gli importi corrisposti, anche in conseguenza del prolungamento della gestione della discarica da Ama al Colari, in eccesso rispetto a quanto effettivamente dovuto per la gestione post operativa della discarica trentennale di Malagrotta, che si quantificano finora in un importo non inferiore a 15.937.875 euro al 31 dicembre 2010, oltre a successivi importi maturati e maturandi e, per l'effetto, condannare la controparte a restituire ad Ama detti importi o la maggior somma che dovesse risultare dovuta, oltre interessi".

LE MOTIVAZIONI - I giudici però hanno respinto le motivazioni del ricorso dell'azienda capitolina deputata alla raccolta dei rifiuti perché l'Ama aveva chiesto una rivalutazione nel merito di quanto stabilito nell'arbitrato, mentre l'appello può esprimersi solo su determinati vizi procedurali che eventualmente possono essersi verificati nel percorso del lodo.

IL CONTO - Così Ama dovrà riconoscere al Colari circa 80 milioni di euro. Di questi oltre 75 mila (76.391.533,29 oltre interessi) sono a titolo di rimborso dei maggiori oneri connessi all'obbligo per il Colari di assicurare la gestione post operativa della discarica di Malagrotta per almeno 30 anni anziché per 10. Poi ci sono 1.133.115,49 (oltre interessi) per l'incremento delle ore di lavoro notturno e 847.067,91 (oltre interessi e rivalutazioni) per l'ordinanza del 2 marzo 1999, dell'allora sindaco Francesco Rutelli, che imponeva la lavorazione dei rifiuti anche nei giorni festivi.

ROMA CAPITALE - Se l'Ama non dovesse fare ricorso alla Cassazione, e vedersi riconosciuto quanto chiesto e negato dalla Corte d'Appello, i soldi al Colari dovranno essere corrisposti da Roma Capitale. Il Comune infatti attraverso una lettera di manleva dell'allora assessore al Bilancio, Marco Causi, sollevò Ama da qualunque tipo di onere in capo a questo arbitrato.  

L'ASSESSORE MARINO - La notizia è stata commentata all'agenzia Dire dall'assessore ai Rifiuti Estella Marino: "Sto aspettando di vedere le carte per capire il da farsi. Non sono completamente convinta della cosa. Certo, non è una notizia positiva e non posso dire di essere contenta di questo esito. Voglio capire come Ama è andata avanti nel suo percorso difensivo".  Poi aggiunge: "La sentenza non entra nel merito della questione ma fa una serie di rilievi ad Ama sul percorso difensivo compiuto e se le scelte adottate sono state giuste o meno".

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