Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Rifiuti di Roma al Tmb di Guidonia, Manlio Cerroni sta con Raggi e attacca il sindaco Barbet

Una lettera indirizzata alla sindaca, al suo omologo di Guidonia e all'amministratore di Ama, apre un inedito asse per la soluzione dell'emergenza romana

L'odiato (dal M5s) Manlio Cerroni diventa alleato di Virginia Raggi nell'affrontare l'emergenza rifiuti della Capitale. Il ras dei rifiuti, patron del Tmb di Guidonia, indicato dalla sindaca come uno dei possibili sbocchi dei rifiuti di Roma, ha infatti scritto una lettera dove ha attaccato il primo cittadino di Guidonia Michel Barbet (m5s), fiero oppositore del piano di Raggi. 

La lettera di Re Manlio

Nella lettera indirizzata alla sindaca, al suo omologo di Guidonia e all'amministratore di Ama, Cerroni scrive: "Ho letto oggi sulla stampa che il sindaco di Guidonia minaccia fuoco e fiamme per impedire che l'impianto di Trattamento meccanico Biologico di Guidonia riceve e tratti rifiuti di Roma. Solo in questo Paese, che come dico da tempo Pulcinella ha scelto non a caso come suo habitat naturale, si può assistere a un simile spettacolo dell’assurdo". Una difesa della Raggi che si sostanzia nelle righe successive: "Guidonia Montecelio porta quotidianamente i suoi rifiuti all’impianto di Rocca Cencia (Porcarelli) a Roma ma non vuole che Roma, di contro e per giunta in piena emergenza,  porti i suoi rifiuti all’impianto di Guidonia".

L'idea di Virginia Raggi

L'impianto di Guidonia è stato nominato dalla prima cittadina Virginia Raggi nel corso di un confronto con i cittadini che si battono per la chiusura del TMB di Rocca Cencia. Nel colloquio ha spiegato i piani del Campidoglio. Oltre alla riconversione del sito del VI Municipio in impianto per la selezione di multimateriale e la ricerca di un’area idonea in cui realizzare il nuovo TMB previsto dal piano industriale di Ama, il Comune lavora su impianti già esistenti. “Uno è sicuramente quello di Guidonia” - ha detto Raggi immortalata in un video. “Un impianto esistente che non è vicino alle case, come quello di Rocca Cencia”. E’ questa la strategia del Campidoglio per uscire dall’impasse, per evitare l’emergenza. 

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La posizione del sindaco di Guidonia

Dura la presa di posizione di Barbet: "Ho avuto modo di vedere un video in cui la Sindaca Virginia Raggi  ipotizza l'utilizzo da parte del Comune di Roma dell'impianto TMB del nostro territorio. Voglio ribadirlo: il TMB di Guidonia Montecelio non deve aprire per nessun motivo al mondo. Lo combattiamo da anni con  tutte le armi a nostra disposizione e continueremo a farlo con il  sostegno di tutti i cittadini che vogliono difendere la propria città. Guidonia Montecelio dice No al TMB, il Parco dell'inviolata deve  essere valorizzato e messo a disposizione di tutti e non certamente  deve essere utilizzato per i rifiuti”- scrive perentorio il sindaco di Guidonia. “Proprio ieri ho appreso che il Ministero dei Beni Culturali ha depositato ricorso presso il TAR contro l'autorizzazione concessa  dalla Città Metropolitana di Roma al proprietario dell'impianto di asfaltare e allargare a proprie spese Via dell'Inviolata. Sosteniamo questa presa di posizione del Ministero perché sappiamo benissimo che  si tratterebbe di una sistemazione funzionale soltanto al transito dei camion con i rifiuti, in piena zona vincolata. La battaglia continua, rimaniamo uniti".

Il Tmb di Guidonia

L'impianto di Guidonia, dissequestrato a settembre 2020 e riconsegnato a Cerroni, è stato di recente autorizzato dalla regione. Nell'atto autorizzativo vi si legge: "L'impianto risulta fondamentale (anche a seguito degli incendi avvenuti negli impianti di Albano Laziale e di Roma, via Salaria) per la chiusura del ciclo integrato di rifiuti urbani all'interno dell'ATO Roma, riportato sia nel precedente piano dei rifiuti che nell'aggiornamento del piano regionale 2019-2025". Vicinissimo alla Capitale, ad impedire il trasporto dei rifiuti di Roma ci sono due aspetti. Da un lato il piano rifiuti regionale che impone di dover chiudere il ciclo dei rifiuti nel proprio ambito territoriale. Dall'altro la strada che conduce all'impianto: una provinciale che la società proprietaria dell'impianto si è offerta di rimettere in sesto a proprie spese, ricevendo l'ok della Città Metropolitana. A bloccare tutto è la Soprintendenza perché la strada ricade nel perimetro del parco dell'Inviolata. 
 

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