menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Rifiuti, Cerroni condannato si difende: "Non ho responsabilità"

Il gestore della discarica di Malagrotta fornisce spiegazioni in merito alla condanna a un anno di reclusione per irregolarità legate al gassificatore di Malagrotta

Si difende mezzo stampa Manlio Cerroni condannato ieri a un anno di reclusione per irregolarità legate al gassificatore di Malagrotta. “Con riferimento alle notizie relative alla sentenza emessa dal Tribunale di Roma in relazione al serbatoio di ossigeno del gassificatore di Malagrotta, come già chiarito in sede processuale e con precedenti comunicati stampa sulla vicenda, ribadisco che alcun falso è stato da me posto in essere sulle caratteristiche di tale serbatoio né alcuna responsabilità mi può essere addebitata quale Presidente pro tempore del Consorzio” esordisce l'avvocato di Pisoniano in una nota.

Per il gestore della discarica di Malagrotta dai documenti si evince che di tutti gli aspetti tecnico-progettuali relativi all'impianto per l'incenerimento, o meglio la gassificazione, dei rifiuti “si sono occupati esclusivamente gli autorevoli, competenti e rinomati ingegneri incaricati, ivi compresa l'installazione del serbatoio di ossigeno che doveva essere della capacità di 160 metri cubi mentre fu installato un serbatoio della capacità di 200 metri cubi”.

Cerroni sostiene che non appena i tecnici vennero a conoscenza dei “rilievi formulati dal Noe in sede di ispezione dell'impianto circa asserite violazioni della legge "Seveso bis" in ragione del serbatoio installato”quest'ultimo venne sostituito con uno “della capacità di 50 metro cubi, inequivocabilmente fuori da tale normativa e perfettamente idoneo all'uso, senza contare che, come risulta dagli atti processuali, anche con il serbatoio da 200 metri cubi la quantità di ossigeno stoccata non è mai stata superiore a quella prevista dalla normativa "Seveso bis". Conclude Cerroni: “Tali circostanze e le reali responsabilità sono state, peraltro, confermate dagli ingegneri ascoltati come testimoni in sede di istruttoria dibattimentale”.

Insieme a Cerroni è stato condannato a otto mesi anche il suo storico collaboratore Francesco Rando. L'accusa per i due è quella di falso in atto pubblico. Nello stesso procedimento invece sono stati assolti dall'altro capo d'imputazione relativo a falsi sulla capienza del gassificatore. Cerroni e Rando il prossimo 5 giugno, invece affronteranno il rito abbreviato del processo relativo all'inchiesta più ampia sulla gestione dei rifiuti nel Lazio.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento