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La beffa dei centurioni: invase le vie dove non vale l'ordinanza

La denuncia della consigliera Nathalie Naim. Intanto Usb al fianco dei procacciatori: "Costretti a pagare di tasca loro le multe nonostante lavorino per delle imprese"

E' stato celebrato e applaudito come il primo provvedimento di successo del commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. L'ordinanza salva centro storico che mette al bando centurioni, risciò e i procacciatori di turisti, dopo i primi giorni di attenzione massima e multe, comincia a fare acqua. I gladiatori infatti sembrano "gabbare" l'ordinanza piazzandosi nelle vie adiacenti al Colosseo. 

A denunciarlo è la consigliera del I municipio Nathalie Naim: "A causa dell'incompletezza dell'ordinanza centurioni e company riescono comunque ad operare nelle aree di pregio. Incredibilmente i divieti non sono previsti per le vie laterali ad esempio di via dei Fori Imperiali come via della Miranda, Via Alessandrina proprio dove passano i turisti sopra ai Fori di Piazza di Trevi (dove possono quindi tranquillamente operare in Via delle Muratte o accanto alla fontana in via dei Criciferi) del Pantheon o addirittura per luoghi in cui operano abitualmente ad esempio Largo Gaetama Agnesi, il belvedere dove i turisti si immettomo per scendere al Colosseo". 

La Naim aggiunge: "Se venissero coinvolti gli eletti del territorio i Consiglieri, che lo conoscono palmo a palmo, sicuramente queste cose non accadrebbero. Scriverò seduta stante ai Vigili, che stanno svolgendo un egregio lavoro, un elenco di luoghi pregandoli di indicarne l' inserimento al Commissario, come previsto dall'ordinanza". 

L'ordinanza invece sembra reggere e funzionare (anche troppo bene per qualcuno, ndr) per i procacciatori di turisti, messi al bando anche loro dal provvedimento del commissario. Dopo la protesta del proprietario di una società che organizza questi tour, salito sul Colosseo per chiedere un incontro a Tronca, arriva la denuncia del sindacato Usb che sottolinea quel che era già emerso nel giorno della protesta: non di soli abusivi si alimenta il meccanismo dei tour guidati al Colosseo, anzi. La figura del procacciatore o intermediario rappresenta una prassi fisiologica per il settore che conta 28 imprese che contrattualizzano centinaia di lavoratori. 

Secondo l'ordinanza però tali attività vanno bandite "in quanto lesive anche dei princìpi di leale concorrenza commerciale".

"Ci preme portare all'attenzione del Commissario come questa ordinanza vada a colpire una fascia molto debole di lavoratori, già fortemente penalizzati da contratti impropri", evidenzia Fabiola Bravi, dell’USB Lavoro Privato. "Le agenzie che offrono tali servizi sul territorio sono circa 28 e si avvalgono di migliaia di promoter che non hanno più l'autorizzazione a svolgere l'attività in alcune zone del centro città. Inoltre, sebbene la delibera abbia previsto altre zone dove l'attività non è interdetta, molti promoter che in quelle aree si sono spostati vengono ugualmente multati, con sanzioni pari a 400 euro, pagate di tasca propria dai lavoratori".

Secondo la sindacalista "è evidente come questo provvedimento, seppur scaturito da un intento a ripristinare legalità, non può essere la causa della perdita di migliaia di posti di lavoro. Riteniamo poi oltremodo discutibile che le sanzioni vengano operate a carico dei lavoratori, sebbene questi non facciano altro che eseguire le disposizioni dei datori di lavoro".

La Bravi auspica che "il Commissario riceva le parti sociali ed intervenga in questa partita, con particolare attenzione alla garanzia occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti. Dal canto nostro abbiamo richiesto un incontro con Tronca".
 

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