Centurioni, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune: ricorso respinto

Esulta Raggi: "Mettiamo la parola fine al fenomeno dei finti centurioni"

Centurioni al Colosseo

Sui centurioni il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Roma. I giudici della V sezione hanno respinto il ricorso presentato contro il divieto disposto da Roma Capitale "di qualsiasi attività che prevede la disponibilità di essere ritratto come soggetto di abbigliamento storico, in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro". E' stato dunque confermato quanto già disposto dal Tar.

"Mettiamo la parola fine al fenomeno dei finti centurioni presenti davanti ai monumenti di Roma - ha scritto su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi - avevamo ragione. Bisognava porre fine a questa pratica che ha costituito per anni un oltraggio al decoro e un danno di immagine per la nostra città. Siamo felici che il supremo giudice amministrativo abbia stabilito la prevalenza delle esigenze di tutela dei nostri monumenti: è un riconoscimento del diritto di tutti a godere delle bellezze che solo Roma sa offrire senza essere costantemente infastiditi. L’amministrazione continuerà a vigilare sul rispetto delle regole contenute nell’ordinanza: non saranno più tollerati in alcun modo episodi che, in passato, hanno visto cittadini e turisti importunati da improprie richieste di denaro e da atteggiamenti molesti o aggressivi. Oggi viene definitivamente ristabilita la legalità".

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Nell’ordinanza depositata martedì la V sezione presieduta da Francesco Caringella ha rilevato "l’insussistenza" delle motivazioni addotte dai ricorrenti e ha riconosciuto che "il Comune ha basato il provvedimento adottato su esigenze di tutela del patrimonio storico", "certamente prevalenti rispetto alle esigenze di tutela esposte dai ricorrenti, ancorché di evidente rilevanza". A fare ricorso era stato un gruppo di figuranti che in abiti da centurione o da antico romano fermano i turisti per foto a pagamento.

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