Migranti, l'allarme da via del Frantoio: "Rischio chiusura dell'unico centro per transitanti"

Il 30 giugno la scadenza della convenzione tra Croce Rossa e Comune di Roma. Il centro ha 85 posti e ospita richiedenti asilo in attesa di relocation, senzatetto italiani e stranieri, famiglie in difficoltà

E' l'unica struttura che ospita migranti in attesa del ricollocamento europeo. Da ottobre 2015, quando il presidio è nato, ha accolto circa 1800 persone, per lo più di nazionalità eritrea. Il 30 giugno, per il centro di via del Frantoio al Tiburtino III, potrebbe essere l'ultimo giorno di vita. La convenzione con la Croce Rossa di Roma è in scadenza, e il rischio che i suoi ospiti vadano a ingrossare le file dei rifugiati "fantasma", quelli abbandonati dalle istituzioni fuori dai circuiti assistenziali ufficiali, è concreto. 

"Ancora non ci è stato comunicato niente su eventuali proroghe. L'ultima era di sei mesi ed è stata data a gennaio" ci spiega Giorgio de Acutis, coordinatore del progetto per la Cri. "Il 20 giugno dobbiamo incontrare Baldassarre, ci auguriamo che questa esperienza di accoglienza non si interrompa". Già, un'esperienza peculiare sul territorio romano. L'unica, abbiamo detto, che dà un tetto ai migranti in attesa di essere ricollocati verso altri Stati europei secondo il programma fissato dalla UE nell'estate 2015.
 
Dopo viaggi devastanti che durano anni sbarcano sulle coste del sud d'Italia, passano qualche mese nei Cara e nei Cas, i centri di prima accoglienza per richiedenti asilo, ma troppo spesso non potendo contare su mediatori e operatori sociali adeguatamente preparati, vanno a cercare informazioni sul loro destino altrove. Non vogliono restare in Italia, ma non sanno come avviare le pratiche per le richieste di trasferimento. E se nessuno è in grado di aiutarli se ne vanno. Roma nel tragitto verso il nord è una tappa obbligata, e lo stop è per lo più in via del Frantoio. 

Per un totale di 85 posti il centro della Cri è aperto h24 e offre pasti, posti letto, corsi di italiano. "Per la gestione vengono spesi fondi del ministero e della stessa Croce Rossa" precisa de Acutis, che rivendica la peculiarità di una struttura che non ha eguali su Roma. Se infatti la domanda arriva per lo più dai richiedenti asilo, questi condividono gli spazi con senzatetto, donne che hanno subito violenze, italiani, stranieri, famiglie in difficoltà. In via del Frantoio la porta è aperta a tutti, compatibilimente con le risorse a disposizione. E l'attenzione è rivolta anche al quartiere, il Tiburtino III. "Gli ospiti vengono coinvolti in attività di ripristino del decoro nell'ambiente urbano, come ad esempio la pulizia dei parchi". 

Non è pensabile una chiusura, specie in un quadro che la stessa sindaca ha definito emergenziale tanto da chiedere uno stop degli arrivi al Viminale. Senza contare che già un centinaio di persone sono per strada da mesi. I migranti accolti in piazza Maslax alla stazione Tiburtina grazie all'operato incessante dei volontari dell'ex Baobab aspettando da tempo ormai immemore un intervento delle istituzioni. Intervenute con una lunga serie di sgomberi coatti. 

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