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Stati generali: un centro storico per tutte le periferie romane

Nuove metro e nuovi centri storici anche nelle periferie. "C'è bisogno di ricostituire il concetto di policentrismo nella Capitale", sono le parole di Alemanno

Roma si appresta ad affrontare un decennio cruciale, attraverso la realizzazione di aree metropolitane periferiche e di centri storici anche nei quartieri collocati all'esterno della città.

Tra i diversi ambiti, attraverso i quali le Istituzioni si impegnano a restituire maggior prestigio e sviluppo alla Capitale, emergono quelli di: “Roma Città policentrica e solidale”.

Si tratta di un tema di estrema importanza con il quale si cerca di porre l'attenzione su l'esigenza di creare nuove centralità a Roma e di rigenerare il tessuto urbano integrando anche le realtà periferiche presenti nella città.

Anche di questo si è discusso questa mattina nella prima giornata degli stati generali. A tal proposito ci sono stati numerosi interventi: quello di Andrea Riccardo, fondatore della Comunità di Sant'Egidio e del sindaco Gianni Alemanno.

Così Andrea Riccardo: “Ricordo una frase pronunciata dal Papa Giovanni Paolo II, in visita al Campidoglio qualche anno fa – Roma è una città da amare, basta pensare al suo nome, se pronunciato al contrario si legge “amor”- , come tale quindi c'è bisogno di uno sfilacciamento del tessuto comunitario e di un riassestamento policentrico della città.

Roma ha un solo “centro storico”, conosciuto a tutti come quello di Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Piazza del Popolo e tutte quelle zone limitrofe. Ma, per una città così grande e in continua evoluzione come per la Capitale, non può esistere un così grande sistema di accentramento.

Anche Alemanno si è espresso con le stesse parole: “Ci troviamo al Palazzo dei Congressi dell'Eur, nel cuore di questo quartiere. Perchè non considere anche questo centro storico?” Continua: “ Bisogna restituire a Roma la sua qualità policentrica e creare anche nelle periferie delle zone dotate di centri storici”.

In merito al tema “Periferie di Roma”, si tira in ballo anche lo sviluppo dell'assetto metropolitano della città. Alemanno parla di progetti che trasformeranno Roma, in vista di una possibile candidatura alle Olimpiadi del 2020, sulla quale si investono notevoli aspettative sia economiche che turistiche. “Le periferie sono un'attrattiva interessante, bisogna costruire nuove metro che colleghino le zone esterne alla città, ma che non gravino ulteriormente all'interno del centro”, sono le parole di Gianni Alemmano.

L'azienda Atac, è già in procinto di costituire questo protocollo, in modo da garantire l'accesso alle linee metro anche a tutti coloro che risiedono in quartieri periferici rispetto al centro.

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