San Lorenzo, lieto fine per il Centro Fregosi. Zingaretti: "Non riaprirlo sarebbe stato un crimine"

Dopo mesi di chiusura per un cavillo burocratico riapre la struttura. Il Centro coordinerà la "rete regionale di centri specialistici per la prevenzione e il contrasto al maltrattamento e all'abuso dell'infanzia e dell'adolescenza"

Foto d'archivio

Un copione già visto, quello che vede protagonista il Centro Fregosi, realtà  per il contrasto del maltrattamento e dell’abuso sui minori attiva da anni a Roma. Una storia a lieto fine - oggi la riapertura ufficiale - ma dopo mesi di passione: il centro, infatti, aveva interrotto l'attività terapeutica a gennaio. Motivo? La mancata conferma della concessione dei locali da parte della Città Metropolitana di Roma, proprietaria della struttura che ospita i servizi. 

Il risultato rivendicato della Regione

La Città Metropolitana di Roma ha formalizzato la concessione degli spazi alla Regione, che ha così - si legge in una nota - “finanziato una prima proroga di quattro mesi dell’attività e ha pubblicato un bando per la costruzione di una rete regionale di centri specialistici per la prevenzione e il contrasto al maltrattamento e all’abuso dell'infanzia e dell'adolescenza”. E sarà proprio il Centro Fregosi a coordinare la rete regionale.

La Regione ha messo a disposizione complessivamente 240mila euro per quest’anno. “Anche questa è una bella storia che per fortuna si conclude bene”, dice Nicola Zingaretti a margine di un incontro a Viterbo. “L’a‎vevo seguita da presidente della Provincia, abbiamo dato una mano seria affinché questi bambini non rimanessero soli provocando danni drammatici alla loro condizione umana. Ci sono bambine e bambini che rischiavano di rimanere soli, e con immensi problemi". E “ci sono dei grandi scienziati come il professor Ammanniti che su questi temi hanno dato da anni la propria disponibilità e sarebbe stato un crimine”. 
 
A gennaio, spiegava un paio di mesi fa la responsabile del Centro Angela Cammarella, 15 erano i bambini in trattamento presso la struttura, insieme a 19 adulti. Sono rimaste sospese 43 valutazioni cliniche da mandare ai servizi sociali, e circa 42 nuclei familiari in lista d'attesa. “Senza contare i "25 "spazi neutri", ossia quelle situazioni in cui i genitori possono vedere i propri figli soltanto in luoghi e modalità protetti. E abbiamo la certezza che è da gennaio che non si incontrano. Gli assistenti sociali ci chiamano e ci chiedono ‘Come dobbiamo fare’. Ma purtroppo non sappiamo come rispondere”.

Questione di firme

Ma cosa aveva portato alla chiusura del Centro Giorgio Fregosi "Spazio Sicuro", in via dei Sabelli, a San Lorenzo, nato nel 1999 per iniziativa della Provincia e poi di competenza della Città Metropolitana? Il bando scade a febbraio del 2017. Per evitare l’interruzione del servizio, in attesa di nuovo bando, la Regione Lazio mette i soldi per un affidamento diretto. E invece le attività si interrompono comunque. Manca una firma: quella di Città Metropolitana per l’autorizzazione all’utilizzo dei locali. “Si fa presto a parlare dei diritti dei bambini e della necessità di proteggerli, ma quando le Istituzioni pubbliche si mostrano così inadempienti è quasi inevitabile che le stesse famiglie siano abbandonate a loro stesse, in preda ai conflitti, alla trascuratezza e alla sopraffazione”, scriveva a marzo lo psicologo Massimo Ammanniti, coordinatore scientifico del centro. 
 
Una battaglia per cui si era mobilitato anche il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Jacopo Marzetti, che aveva scritto alla sindaca Virginia Raggi, ricordando che il centro coordinato dal Professor Massimo Ammaniti “ha rappresentato per tanti anni una struttura di eccellenza, altamente specializzata, per le attività di prevenzione e contrasto a maltrattamenti e abusi nei confronti di minori. Un punto di riferimento per tante famiglie di Roma e provincia”.
 
"La riapertura del Centro Fregosi era un atto doveroso nei confronti dei tantissimi bambini e ragazzi che in questi anni hanno trovato sostegno e cure dopo aver subito un abuso", dice Rita Visini, assessora regionale alle Politiche Sociali. “Il Fregosi diventerà il centro capofila della nuova rete regionale antiabuso, con funzione di coordinamento e promozione di tutte le azioni per la protezione dei minori maltrattati. Il Lazio diventa sempre di più una regione a misura dei bambini e dei ragazzi".
 


 

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