Centro commerciale Maximo, possibile slittamento dell’apertura: il Campidoglio vuole prima le opere pubbliche

La commissione trasparenza ha riacceso i riflettori sulle opere pubbliche legate al Maximo che non sono state realizzate. Proposta una mozione per stoppare l’apertura del centro commerciale, prevista tra un mese

Collaudi mancanti ed opere pubbliche in ritardo. O comunque non in linea con quanto atteso dal territorio. Ad un mese dall’inaugurazione del Maximo Shopping center, oltre 60mila metri quadrati e 170 unità commerciali, sono ancora tanti i nodi da sciogliere. Questioni su cui il 22 settembre, la commissione trasparenza di Roma Capitale, ha provato a fare luce.

La commissione trasparenza

Nel corso di una seduta particolarmente partecipata, consiglieri di maggioranza ed opposizione hanno analizzato le criticità che continuano a caratterizzare l’operazione. L’edificazione del centro commerciale è infatti legata al Piano di Recupero Urbano del Laurentino che, com’è intuibile, doveva essere finalizzato al rilancio del quartiere. Ma com’è stato osservato nel corso della commissione, molte delle opere previste per il Laurentino non sono arrivate. 

Primark e non solo nel nuovo centro commerciale

La passerella pedonale

La passerella pedonale che doveva unire via Sapori con il Maximo, non è stata neppure avviata. L’intervento, previsto nel PRU, non è in effetti stato contemplato nella convenzione urbanistica che successivamente è stata firmata. Per questo, chi ha realizzato il complesso commerciale, non era tenuto a realizzarla. Tuttavia, com’è stato evidenziato nel corso della commissione, era un intervento che avrebbe messo in connessione Maximo con il prospiciente quartiere.

Locali comunali e piazza pubblica

Tra le opere pubbliche previste, non sono stati realizzati i locali destinati al Comune, nei quali in passato si pensava di trasferire, in blocco, la sede del Municipio IX. Di quell’intervento non è stata posata neppure la prima pietra ed il ritardo è evidente. L’altra opera attesa riguarda l’ampia piazza pubblica che, fonti vicino alla proprietà di Maximo, hanno fatto sapere di essere parzialmente pronta. Mancherebbe però almeno il 30% di quanto era stato previsto. Ma il completamento dell'intervento, hanno ribadito sempre le fonti vicine alla proprietà, non era vincolante all'apertura del  Centro commerciale che, ad oggi, è sempre confermata per il 29 ottobre.

Gli oneri incamerati

“La data d'inaugurazione ci impegna sicuramente a fare i conti con la tempistica- ha sottolineato il consigliere municipale Manuel Gagliardi, intervenuto nella commissione trasprenza di Roma Capitale -  tuttavia resta fondamentalmente aperta la questione sule opere pubbliche che porteranno nel quartiere servizi e rigenerazione urbana. Per questo ho chiesto ed ottenuto che il Dipartimento PAU quantificasse gli oneri incamerati dagli interventi privati”. L'argomento potrebbe essere trattato nel corso di un'apposita commissione Urbanistica che, il suo neopresidente Carlo Maria Chiossi (M5s), ha lasciato intendere di voler convocare.

Prima le opere pubbliche

Anche per il centrodestra, ed in particolare per Fratelli d’Italia, la realizzazione delle opere pubbliche attese resta il nodo della questione. “Occorre ristabilire un percorso di realizzazione delle opere pubbliche e solo successivamente si potrà procedere all'apertura della struttura” hanno osservato il capogruppo comunale Andrea De Priamo ed il consigliere municipale Simone Sordini. I due, attraverso una nota, hanno fatto sapere di essere che si sono detti “pronti a presentare un atto in Assemblea capitolina insieme alle altre forze politiche disponibili a portare avanti questa battaglia di civiltà”. La richiesta ha già trovato l’appoggio del Partito Democratico.

La due diligence e la mozione

“Come gruppo Pd Campidoglio abbiamo chiesto che tutti gli atti relativi alla procedura amministrativa siano oggetto di una due diligence - proseguono -, abbiamo anche proposto a tutte le forze politiche di presentare una mozione urgente che da indirizzo agli uffici di vietare l`apertura del centro commerciale perché privo di agibilità” ha sottolineato Marco Palumbo, presidente della commissione urbanistica, ed Giulio Pelonzi, capogruppo in Campidoglio.

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La corsa contro il tempo

In maniera trasversale, quindi, i consiglieri capitolini sembrano concordare sul fatto che “le opere pubbliche devono essere realizzate prima di quelle private". Ora, questa asserzione, va messa nero su bianco con un atto da presentare in Campidoglio. Ammesso che basti a farle realizzare prima che il centro commerciale, il 29 ottobre, apra i battenti. Sarà comunque una corsa contro il tempo.
 

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