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Martedì, 6 Dicembre 2022
Politica

Centro carni, la maggioranza pressa Gualtieri: "Avanti con il rilancio"

Una mozione a firma dei consiglieri di maggioranza sollecita il sindaco a dare seguito a quanto stabilito lo scorso giugno con il ritorno del sito produttivo interamente in Ama

Il sindaco agisca, in concreto, per rilanciare il centro carni di via Palmiro Togliatti, proseguendo nel solco di quanto deliberato a giugno 2022, ovvero far tornare il sito produttivo sotto l'egida di Ama e rilanciarlo una volta per tutte come sito produttivo e fondamentale asset pubblico.

La richiesta è arrivata sotto forma di "fuoco amico", e cioè con una mozione firmata da 8 consiglieri di maggioranza (Pd, Sinistra Civica Ecologista, Roma Futura, Europa Verde Ecologista e Lista Civica Gualtieri Sindaco). Che hanno ricordato il limbo in cui continua a restare il polo di Roma est che oggi dà lavoro a circa 1.000 persone e movimenta oltre 30 milioni di carne l’anno, ripercorrendo le tappe di un iter lungo e tortuoso culminato appunto a giugno con la liquidazione anticipata del fondo immobiliare gestito da Bnp Real Estate Sgr e il ritorno integrale al pubblico.

Il pressing dei consiglieri di maggioranza

La richiesta - e l'implicito sollecito a darsi da fare - dei consiglieri di maggioranza a Gualtieri e alla giunta è duplice: una pratica, e cioè mettere a bando i 24.000 metri quadri di spazi non utilizzati del centro carni, così da far entrare nelle casse del Comune 2 milioni e mezzo di euro e aumentare i posti di lavoro; l'altra è portare avanti il tavolo di confronto con tutti gli operatori istituzionali e produttivi coinvolti, in modo da mettere a punto una strategia concreta per valorizzare la vocazione di sito produttivo. Possibilmente trasformandolo in una struttura alimentare all'ingrosso "che possa rappresentare sia un bene comune per la sicurezza alimentare, sia uno stabilimento produttivo che opera in attivo garantendo risorse economiche e occupazione per l'intera città", come già era stato suggerito con un ordine del giorno approvato nell'aprile del 2021.

La mozione, che impegna sindaco e assessori a procedere in questa doppia direzione, è stata approvata all'unanimità lo scorso 25 ottobre, e rimette sul tavolo di Gualtieri tutte le criticità sino a oggi affrontate e i nodi ancora da sciogliere, una questione ereditata da diverse legislature. Sul destino del centro carni si discute infatti ormai da oltre 15 anni, al centro del dibattito la possibilità di vendere la proprietà - che si estende su 230.000 metri quadrati ed è occupata per circa 400.000 metri cubi dalle attività economiche - per recuperare profitti, o di mantenerla pubblica e valorizzarla in quanto bene comune. Nel 2008, durante la consiliatura Alemanno, Risorse per Roma (la società in house che affianca il Campidoglio nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico) presentò un piano di assetto, approvato in giunta, per costruire sull'area 2.000 appartamenti con palazzine di 15 piani, e trasferire così gli operatori del centro carni al Car di Guidonia.

Perché il centro carni resta in un limbo

La proposta era stata da subito fortemente osteggiata dal territorio, e dopo un anno di braccio di ferro, nell’ottica di stabilizzare il quadro finanziario delle società partecipate, Roma Capitale conferì lo spazio ad Ama, a garanzia di un prestito bancario di circa 120 milioni di euro, condizionando la cessione alla stipula di un contratto con il Comune, che avrebbe poi subaffittato agli operatori del mercato. Sempre in attesa di un loro trasferimento a Guidonia. L'area venne quindi inserita in un fondo immobiliare gestito da Bnp Real Estate Sgr.

Da allora il centro carni è rimasto in un limbo: nel 2013 il Coordinamento Popolare contro la speculazione sul Centro Carni aveva raccolto oltre 8 mila firme presentando una delibera di iniziativa popolare che chiedeva di far tornare al Comune il sito, e nel 2019 il perito del fondo immobiliare lo aveva addirittura svalutato, facendo scendere il valore dai 131 milioni stimati nel 2010 a 23,65. Cifra inserita nel bilancio Ama approvato dalla giunta grilina di Virginia Raggi.

Sempre il M5s aveva istituito una cabina di regia per discutere la rivalutazione del complesso, chiusa a marzo 2021 con un nulla di fatto. Nel corso dello stesso mese si era affacciata anche l'ipotesi di un arrivo di Amazon nel centro carni, subito smentita dal Comune, che aveva invece avanzato quella di trasformarne una parte - circa 97mila metri quadrati - in un hub logistico, energetico e di gestione dei materiali: un progetto elaborato con la Sapienza, che piaceva molto alla Giunta Raggi (al punto da inserito nella richiesta di Roma Capitale per il finanziamento del Recovery plan) e che si è invece anch'esso arenato.

A giugno 2022 la giunta capitolina ha infine approvato una delibera finalizzata a chiudere il fondo immobiliare Sviluppo, e a far rientrare il centro carni nella piena disponibilità di Ama, facendolo tornare a tutti gli effetti pubblico: così facendo la giunta Gualtieri si è assicurata di scartare definitivamente l’ipotesi di vendita ai privati e di trasformazione del quadrante in un’area residenziale. Un primo passo nella direzione del rilancio, cui però non non ne sono seguiti altri. E questo nonostante le richieste pressanti degli operatori di poter avere in concessione gli spazi non utilizzati, adeguarli e ottimizzarli così da proseguire verso la trasformazione del centro carni in una struttura di vendita all'ingrosso e consacrarne la vocazione. Esaudirle e mettere a bando, suggerisce la mozione, potrebbe quantomeno consentire di fare un ulteriore step in avanti per raggiungere l'obiettivo finale.

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