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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica Flaminio / Via Cassia, 5

Ponte Milvio, Raggi visita il futuro centro antiviolenza: “Alle donne voglio dire che nessuna è sola”

La sindaca nella struttura che “aprirà tra dicembre e gennaio”. A settembre a Roma nord la rivolta di alcuni residenti contro un rifugio per donne maltrattate: “Ci deprezza le case”

Mentre al Fleming da studenti, associazioni e comitati di quartiere veniva installata la panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza contro le donne, a poca distanza la sindaca di Roma, Virginia Raggi, visitava il futuro centro antiviolenza di Ponte Milvio

Ponte Milvio, Raggi al futuro centro antiviolenza

La struttura di accoglienza e supporto alle vittime di stalking e violenze domestiche che aprirà nello stabile di via Cassia, 5. I lavori di ristrutturazione, portati avanti dall’Ufficio Tecnico del Municipio XV, sono stati ultimati: è in corso il reperimento degli arredi. Intanto il Dipartimento Pari opportunità, espletata la gara, lavora sull’affidamento. Un servizio “che - ha detto Raggi - potrebbe partire già entro dicembre, al massimo gennaio”

“Un ulteriore centro antiviolenza della nostra città: in questi anni - ha ricordato la Sindaca - ne abbiamo aperti oltre cinque, insieme a case rifugio e per la semiautonomia. Stiamo aprendo anche un cohousing per ospitare le donne maltrattate”.

Violenza sulle donne in aumento durante il lockdown

Una rete di servizi che nasce per rispondere ad un’esigenza purtroppo in aumento. Lo hanno ricordato anche le donne di Non Una di Meno sottolineando come pure il lockdown abbia contribuito all’aumento della violenza domestica, salita a livello nazionale del +119%. “Le conseguenze del lockdown si misurano nei dati della violenza domestica (+119%) destinati ad aumentare ancora con le nuove misure di confinamento, con i centri anti-violenza femministi e le case rifugio che hanno dovuto far fronte a un'emergenza nell'emergenza per non lasciare nessuna da sola e con l'accesso all'aborto che è diventato ancora più complicato”. 

Dal Comune risorse per combattere la violenza sulle donne

Sempre di più le donne che scelgono di denunciare. “Parallelamente l’amministrazione, proprio per dare risposte concrete a queste donne, ha impegnato una parte importante di risorse: Dai 500mila euro nel 2017, a oltre 1milione e 200mila nel 2020 e per l’anno prossimo - annuncia Raggi - ci saranno oltre 2milioni e 300mila euro. Un impegno crescente”. 

Per l'assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale, Veronica Mammì, il centro antiviolenza di Ponte Milvio è "un altro baluardo contro la violenza sulle donne". "Stiamo aumentando le strutture di primo contatto: i Cav, collegati h24, 7 giorni su 7 al numero nazionale anti violenza e stalking 1522, e raggiungibili telefonicamente, via mail e tramite i 3 numeri appositamente riservati su WhatsApp. E stiamo potenziando la rete di supporto che è possibile attivare per percorsi personalizzati: Case Rifugio, i centri di Accoglienza Mamma e Bambino, le Case di Semiautonomia (un’altra aperta di recente) e un innovativo Cohousing. Perché ogni storia è diversa, ma il nostro impegno è offrire a tutte lo stesso lieto fine".

“L’obiettivo è quello di debellare il fenomeno. Ma - ha concluso la Sindaca - finchè questo non avverrà l’amministrazione capitolina e tutte le strutture municipali saranno impegnate a farsi carico il più possibile di queste donne maltrattate che hanno bisogno di aiuto. Nessuna deve essere lasciata sola”. 

La Roma 'bene' contro il rifugio per donne vittime di violenza: "Ci deprezza le case"

Il futuro centro antiviolenza di Ponte Milvio contribuirà allo scopo, così come il “rifugio” previsto sulla Cassia. E’ proprio li che nel settembre scorso c’era stata la rivolta di alcuni residenti contro l’apertura del servizio all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata. “In quel palazzo non le vogliamo, ci deprezzano il valore degli appartamenti” - così era stato accolto il sopralluogo della presidente del Telefono Rosa. La condanna fu unanime: “Il progetto va avanti e il servizio sarà aperto: è una questione di civiltà e giustizia” - aveva replicato l’assessora al Sociale del Quindicesimo, Paola Chiovelli. "Quelle donne con la loro storia, il loro dolore, la violenza subita, per gli abitanti del comprensorio, non possono stare li perchè si deprezzerebbero le loro case. Così facendo una parte di società alza un muro proprio nei confronti di chi meriterebbe, invece, una mano tesa e profonda accoglienza” - il commento dei consiglieri Pd in Municipio XV. 

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