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Caos centri estivi in VIII municipio: mancano ore di assistenza per i bimbi disabili 

Da quando il servizio è partito non tutte le ore assegnate sono state garantite. Azione: "Una situazione vergognosa". La replica del municipio

Meno ore di assistenza di quelle previste, un contributo extra in denaro e strutture senza aria condizionata, inadeguate per accogliere i bambini nella stagione estiva. In VIII municipio i centri estivi non riescono a rispondere a pieno alle esigenze di mamme e papà, e a farne le spese in più casi sono i piccoli con disabilità. 

In totale l'ente locale ha attivato 22 centri per quest'anno, in scuole, centri sportivi, e altri sedi municipali. Millecinquecento le richieste arrivate, di cui 90 per bimbi con disabilità e un totale di ore Oepac (operatore educativo per l'autonomia e la comunicazione) pari a circa 15mila. I fondi per garantire la presenza degli operatori in rapporto 1 a 1 ammontano a circa 300mila euro tra fondi governativi e municipali. Cosa non sta funzionando nell'erogazione del servizio? 

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Il contributo extra ai disabili

Due i temi, secondo quanto ricostruito da RomaToday. Da una parte una quota di 75 euro richiesta a settimana ad alcune famiglie con bimbi disabili che inizialmente non era prevista. Spieghiamo meglio. Nel bando rivolto ai gestori per selezionare i progetti educativi risulta infatti una quota di 65 euro da pagare a settimana, pasto escluso. Sulla carta la cifra riguarda tutti i bimbi. Il municipio però, come ha spiegato a RomaToday la stessa assessora alla Scuola del municipio VIII Francesca Vetrugno, ha dato indicazione generale di non far pagare le famiglie con bimbi disabili. 

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"È una garanzia in più che abbiamo voluto dare - chiarisce - anche se non tutti i centri estivi sono stati in grado di rispettarlo". Già, a qualche famiglia, nonostante la direttiva municipale, i gestori hanno fatto comunque pagare i bimbi disabili, per compensare il numero di gratuità da accettare tra le domande, ovvero il numero di utenti fragili in carico ai servizi sociali che non possono pagare e che sempre stando a quanto scritto nell'avviso pubblico, devono poter accedere a titolo gratuito. Una sorta di sistema compensativo per far quadrare i conti. Non è chiaro però a quale numero di gratuità sia di fatto scattata la richiesta dei contribuiti extra ad altre famiglie. A qualcuno tocca pagare, a qualcun altro no. 

Mancano ore di Oepac

"Se mi avessero chiesto di dare un po' di più e mi avessero garantito il servizio di un operatore dedicato per tutte le 34 ore richieste, forse avremmo anche potuto parlarne - racconta Maria (il nome è di fantasia), mamma di una bimba iscritta in uno dei centri municipali - anche se 75 euro a settimana come quota di accesso ad un centro estivo pubblico organizzato dentro una scuola, senza aria condizionata né servizi ricreativi all'altezza sono veramente eccessivi". Ed eccoci all'altro tema che riguarda la presenza effettiva degli operatori di sostegno. Diversi genitori stanno lamentando che gli Oepac non sono presenti per tutte le ore di assistenza necessarie al singolo bambino con disabilità sulla base del suo programma individuale (PEI, piano educativo individualizzato). 

"In merito alle ore assegnate a nostra figlia Anna che risultano essere in totale 24 durante le settimane del centro estivo, siamo a richiedere chiarimenti perché ovviamente questo crea un enorme disagio proprio in quelle famiglie di cui tutti si riempiono di paroloni come integrazione, inclusione e sostegno alle famiglie e ai caregiver" è l'incipit di una lunga mail inviata da una famiglia al municipio. Un quadro denunciato anche dall'opposizione. 

"Va bene la solidarietà verso chi è meno fortunato ma non che poi, a sorpresa, proprio i bimbi con disabilità non ricevano i servizi necessari" denunciano le consigliere di Azione Flavia De Gregorio, capogruppo in Campidoglio, e Simonetta Novi, capogruppo in VIII municipio. "Cosa sta accadendo nei centri estivi municipali di Roma Capitale? Perché i bimbi con disabilità non ricevono le ore necessarie di assistenza con operatore dedicato e le famiglie vengono informate di un orario diventato a sorpresa part-time solo il giorno prima che la scuola dell'infanzia chiuda per la pausa estiva e inizi il centro estivo?". 

La replica del municipio

"Abbiamo dovuto fare una piccola rimodulazione delle ore in questi primi giorni di avvio dei centri, ho appena fatto una riunione in merito, ne abbiamo trovate altre 100 da assegnare" spiega a RomaToday l'assessora Vetrugno difendendo comunque il lavoro svolto finora per quanto riguarda l'integrazione dei bimbi disabili nei centri estivi. "Ne sono saltate pochissime di ore quest'anno e al momento è tutto coperto. La verità è che siamo un esempio da seguire rispetto a tanti municipi dove il servizio non viene proprio garantito. Qui siamo riusciti a fare una programmazione precisa e a utilizzare non solo le riserva di welfare (quote di ore di assistenza avanzate durante l'anno, ndr), a lavorare non solo in economia". 

La situazione su Roma

Un quadro generale critico quello che riguarda tutti gli anni l'assistenza ai bimbi disabili nei centri estivi municipali, come abbiamo raccontato nella sezione Dossier di RomaToday. Di fatto gli Oepac sono garantiti solo in alcuni quartieri e i servizi scontano in generale un grave ritardo nell'organizzazione. Stessa cosa per il bando "scuole aperte", con intere aree della Capitale del tutto scoperte. L'alternativa sono i centri privati che, per bambini con necessità particolari, richiedono rette che possono toccare anche i 400 euro a settimana. Per chi non può permetterselo resta il welfare familiare - con il ricorso a nonni e parenti - o l'intervento salvifico di qualche parrocchia. 


 

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