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Latte, allevatori in crisi. Coldiretti: “Centrale del Latte sorda. Pronta la mobilitazione”

Coldiretti e Centrale del Latte ai ferri corti. L'associazione dei produttori lancia l'allarme: “Pronti a mobilitarci per salvare un settore”

C’è un comparto produttivo che, nel Lazio, impegna migliaia di aziende. Tante sono infatti le realtà che contribuiscono alla quotidiana produzione di latte e prodotti caseari. Ma il settore non versa in buone condizioni.

Il costo del latte

“Gli allevamenti stanno vendendo il latte ad un prezzo di costo inferiore a quello di produzione – ha ricordato David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio – è una situazione insostenibile, anche perché riguarda il settore zootecnico, il pilastro portante dell’agricoltura italiana”.

Prezzi troppo bassi

Il problema è complesso e si trascina da tempo. Ora però ha raggiunto il suo apice. “C’è un differenziale storico tra la produzione lombarda e quella laziale che è sempre stata di due centesimi a favore della nostra regione. Da un anno a questa parte però il rapporto si è ribaltato e questo accade perché il prezzo del latte, nel Lazio, è troppo basso”. E di questo, evidentemente, finiscono per pagarne le conseguenze gli allevamenti di piccole e medie dimensioni.

La lettera alla Regione

Per provare a recuperare il terreno perduto, Coldiretti sta cercando di coinvolgere la Centrale del Latte. L’azienda, partecipata dal Comune di Roma, assorbe da sola il 50% della produzione regionale di latte. Ed è proprio alla Regione, ed in particolare all’assessora all’agricoltura Enrica Onorati, che l’associazione dei consumatori si è rivolta: “E' arrivato il momento di un confronto serrato con la Centrale del Latte di Roma che deve prendersi parte della responsabilità del valore della produzione di latte nella Regione Lazio, così come fanno gli allevatori ogni giorno” si legge nella lettera inoltrata all'assessora regionale.

L'annuncio della mobilitazione

La levata di scudi di Coldiretti è figlia di quella che, il suo presidente, denuncia come una “mancata apertura” a fronte invece di quanto viene fatto da un diretto competitor. “Dal gruppo Latte Sano, a gennaio, è arrivato un segnale positivo di apertura, con l'impegno di aumentare il prezzo del latte di due centesimi al litro” ha spiegato David Granieri. Apertura che non c’è stata invece da parte della Centrale del Latte. “Gli allevatori vanno aiutati e non è pensabile proseguire in questo modo. Come Coldiretti  non resteremo fermi a guardare – ha annunciato il numero uno dell’associazione dei produttori laziali - se la situazione non si sblocca, siamo pronti alla mobilitazione”. 
 

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