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Non c’è solo Monte Carnevale: a Roma decine di cave hanno il futuro in sospeso

Molte cave in attesa del recupero ambientale. Carpano: "Pratiche seguite da ufficio sottodimensionato"

La provincia di Roma, ha una lunga tradizione estrattiva, basti pensare alle realtà consolidatesi nei comuni di Guidonia Montecelio e Tivoli. Anche la Capitale, però, può vantare un numero consistente di cave.

Tante cave e pochi dipendenti a seguirle

Quanti sono i siti attualmente attivi? E quali sono quelli per i quali è in corso il cosiddetto “recupero ambientale”? Il tema è stato affrontato nel corso di una commissione capitolina a cui ha preso parte l’ufficio che, nell’ambito del dipartimento ambiente, è deputato a seguire tutte le pratiche relative a questi invasi.

Sono in tutto 26 le cave attualmente autorizzate. Ed invece sono 34 quelle non attive o dismesse mentre, in tutto, sono 12 i recuperi ambientali previsti. Numeri consistenti soprattutto alla luce di una considerazione: c’è un solo responsabile ed un solo istruttore amministrativo a seguirne le pratiche. Significa, è stato spiegato durante la commissione, che il Campidoglio affida a pochissime persone il compito di gestire procedimenti legati a proroghe, ampliamenti, varianti, sospensioni. Tutto quello che serve, quindi, a decidere il futuro di questi invasi. Un futuro che spesso è incerto e che vede l’amministrazione muoversi con un certo ritardo.

L'ex cava più famosa: Monte Carnevale

Il caso di Monte Carnevale è il più eclatante. Perché l’invaso, esaurito, era stato autorizzato prima come discarica di inerti e poi come discarica di rifiuti urbani. Salvo poi tornare indietro, a seguito dei provvedimenti restrittivi emessi nei confronti della proprietà e del dirigente regionale che aveva firmato le carte. I relativi documenti autorizzativi sono stati tutti annullati, con il risultato di avviare una serie di ricorsi che si sono appena conclusi. Al riguardo la dirigente del dipartimento ambiente intervenuta in commissione ha dichiarato che ora “cessata la fase dei ricorsi” che aveva impedito all’amministrazione d’intervenire. E di conseguenza “si riavvia un percorso di recupero ambientale, sulla base del piano originario” che era stoppato proprio per gli sviluppi che hanno interessato l’ex cava. Recuperi che però bisogna seguire, con pochissime risorse umane a disposizione,  insieme ad una miriade di altri provvedimenti. 

Le aspettative su Monte Carnevale

“In commissione ambiente finalmente abbiamo avuto il quadro delle cave aperte a Roma, grazie al confronto con un ufficio ancora una volta sottodimensionato e sovraccarico” ha ricapitolato il consigliere Francesco Carpano, della lista Calenda. Su Monte Carnevale, il consigliere ha commentato favorelmente il fatto “la regione ha dato parere negativo per continuare la discarica di inerti e quindi ora la palla è a Gualtieri”. Ora, ha aggiunto la consigliera Francesca Severi (lista Calenda municipio XII) “confidiamo che la decisione definitiva del sindaco (commissario straordinario dei rifiuti ndr) sia di non autorizzare quella cava, consentendone quindi la bonifica e il ripristino ambientale”. Bonifica che, ha ricordato Carpano “ora è in capo al Comune di Roma, e chiediamo che venga prontamente attuata”.

La richiesta di aiuto

Non c’è comunque solo Monte Carnevale, nel novero degli invasi cittadini. L’attività estrattiva, infatti, era molto diffusa a Roma e ne restano tanti esempi, soprattutto nei municipi XI e XII, ma anche nel IX e nel XV, è stato ricordato. E non ci sono soltanto i recuperi ambientali da garantire, visto che “pr ogni domanda di ampliamento -è stato ricordato dalla dirigente dell’Ufficio Cave - indiciamo una conferenza dei servizi con tutti gli enti preposti”. Seguire queste procedere, per stessa ammissione di chi ha il compito di farlo, non è semplice. “Siamo molto, molto pochi. Il responsabile è uno solo il numero delle cave è importante – ha concluso la dirigente ascoltata in commissione - Speriamo che arrivi qualcuno”. Suona, in maniera piuttosto esplicita, come una richiesta di aiuto. Serve più personale per seguire le pratiche in un'area delicata come quella che caratterizza le cave. 
 

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