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Un centro d'accoglienza e l'educazione condominiale: così il Comune vuole liberare l'area F del campo rom di Castel Romano

Stanziati 91.378 euro per l'accoglienza temporanea di 20 rom in un centro o in una struttura alberghiera libera per l'emergenza Covid

Liberare l'area F della baraccopoli di Castel Romano a qualsiasi costo, anche ammettendo un cattivo funzionamento del tanto decantato piano rom della giunta Raggi. È quanto prevede la determinazione dirigenziale dell'ufficio rom che autorizza un avviso pubblico esplorativo per un centro di accoglienza a cui destinare 20 persone in uscita dal "villaggio della solidarietà" sulla Pontina. Il costo, per 107 giorni di permanenza temporanea, sarà di 91.378 di fondi comunali, in aggiunta ai soldi già previsti per il piano rom. 

Una spesa ulteriore, extra, che, come è possibile leggere nella determina, di fatto va a colmare il mancato funzionamento del "piano capolavoro" (così l'aveva ribattezzato Beppe Grillo). 

Il piano rom della giunta Raggi: i dettagli 

Giova però fare un passo indietro e spiegare come si è arrivati a quest'ultima puntata di una storia che, nelle sue evoluzioni più recenti, doveva concludersi lo  scorso settembre con lo sgombero, poi sospeso, dell'area F del campo di Castel Romano. Si tratta della parte del campo sulla quale si erano concentrate le attenzioni de Le Iene: quella messa peggio, senza acqua, in preda al degrado e quella più esposta ai roghi tossici. In realtà, da luglio, l'intero campo è sotto sequestro per le stesse motivazioni che spingono allo sgombero. Come altrettanto vero è che da febbraio i 3 organismi privati vincitori del bando sono al lavoro per l'applicazione del piano rom dell'amministrazione Raggi, per convincere cioè i rom a rimpatriare o in alternativa a trovargli un alloggio e più in generale lavorare sulla loro integrazione al di fuori dei campi. Lo sgombero a settembre è saltato, con il Campidoglio pronto a smentire la sospensione. Da allora la vicenda sembrava caduta nel dimenticatoio. 

Per i rom difficile trovare una casa

Questa determina però chiarisce che il piano rom è andato avanti e attraverso quello si punta a liberare l'area F, evidentemente prioritaria essendo quella più esposta mediaticamente per una sindaca in campagna elettorale. Così si apprende che hanno aderito, attraverso il patto di responsabilità, 6 delle 28 famiglie residenti nell'area. Si apprende però - ed è la ragione di questo avviso pubblico - che nessuno sarebbe disposto ad affittare ai rom: "In  considerazione della difficoltà a reperire temporanea accoglienza in favore dei 6 nuclei sottoscrittori del Patto di Responsabilità  Solidale, al momento in difficoltà a trovare un alloggio sul mercato libero, intende acquisire manifestazioni di interesse" In sostanza, come denunciato più volte dalle associazione critiche nei confronti dle bando, è complicato trovare qualcuno che affitti il proprio appartamento ai rom. Il Comune in questo caso ne prende atto e promuove la ricerca di un centro di accoglienza.

Accoglienza per 107 giorni...

In via temporanea però. Sempre nella determina si legge infatti: "Il servizio di Accoglienza consiste in un servizio residenziale temporaneo h24 sperimentale della durata di 107 giorni, rivolto a individui, per un numero massimo di 20 presenti  da diverso  tempo sul territorio di Roma Capitale ed in condizioni di vulnerabilità, che fuoriescono dall’ex villaggio della  Solidarietà di Castel  Romano e che hanno espresso  la volontà di avviare un percorso di autonomia sottoscrivendo il Pattodi Solidarietà Sociale e hanno necessità di un periodo di accompagnamento verso l’autonomia e l’autodeterminazione". 

...anche in  Bed and breakfast

Non solo centri di accoglienza, ma anche strutture "alberghiere". "Potrà trattarsi di alloggi singoli,idonei per l’accoglienza di nuclei familiari formati da 1 a 5/6 persone al massimo, in regime di semi autonomia o dico-housing, opportunamente  arredati, muniti di servizi igienici, acqua calda e doccia e angolo cottura per la preparazione dei pasti e avere spazi adeguati alla loro  consumazione. Sarà possibile utilizzare anche appartamenti ad uso  Bed  and  breakfast  con zona cucina, resisi  disponibili per gli effetti sul  turismo  dell’emergenza  Covid19. Sono a carico  dell’Organismo affidatario gli  oneri relativi all’attivazione delle utenze e relativi consumi nonché gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli  alloggi durante tutto il periodo di vigenza del contratto". In  considerazione dell’emergenza  Covid  deve  essere prevista la sanificazione periodica mensile degli spazi e delle superfici dell’intera struttura.

L'educazione all'igiene

Chi si aggiudicherà il bando dovrà anche occuparsi dell'educazione dei rom alla cura e all'igiene. Si legge nella determina: "L'aggiudicatario dovrà favorire negli ospiti l’acquisizione di una adeguata cura e igiene della propria persona, degli ambienti di vita individuali e degli spazi comuni, una corretta gestione del tempo per conseguire un sufficiente grado di autonomia della persona. Al fine di promuovere la responsabilizzazione e garantire standard adeguati di convivenza, l’Organismo  affidatari odovrà adottare un Regolamento interno condiviso con l’Amministrazione. Non verranno forniti pasti, promuovendocosì  la  compartecipazione  degli  utenti alla spesa del progetto di accoglienza e favorendo una autonoma gestione personale e familiare delle proprie risorse".

L’importo necessario è finanziato con i fondi comunali per un importo pari 91.378,00 comprensivi d'iva. In pratica 35 euro al giorno procapite al giorno.

L'affondo dell'associazione 21 Luglio

Punta il dito contro il piano rom l'associazione 21 Luglio. Duro il commento del presidente Carlo Stasolla: "Il Piano rom rappresenta il completo fallimento di una politica che non sa dare risposte perché non ha, in seno alla macchina amministrativa, le competenze per comprendere e analizzare le problematiche. Secondo il capitolato di gara per il superamento del campo di Castel Romano, il Comune di Roma ha già impegnato 1.800.000 euro per le organizzazioni vincitrici del bando oltre alla somma di 1.500.000 euro per contributi economici rivolti alle famiglie coinvolte. Oggi, dopo quasi un anno, ci accorgiamo che le soluzioni proposte sono in realtà rappresentate da centri di accoglienza dove, per ogni persona, la Giunta Raggi intende spendere la cifra di 35 euro giornaliere. “E’ la fine del magna magna” – aveva detto la sindaca Raggi quando presentò il Piano rom nel 2017. Con questo atto che riguarda l’Area F è invece il ritorno alla politica dispendiosa, discriminatoria, incapace di dialogo che, oggi come ieri, caratterizza chi non ha la più pallida idea di come muoversi sulla questione rom". 
 

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