Castel Romano, Rocca (Fdi): "Chiudere il campo per sempre"

"Spostare il problema non è la soluzione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Bisogna evitare di ripetere gli errori del passato, ossia, sgomberare i campi spostando il problema da una zona all’altra e la soluzione indicata dalla Regione Lazio rischia di andare proprio in questa direzione. E’ altrettanto vero e palese che non vi è traccia del piano rom presentato dal M5S capitolino. Pochissime famiglie sono state spostate dai campi o hanno preso il contributo per tornare in patria ma nessun campo è stato chiuso, mentre il numero di rom in città continua ad essere approssimativo, poiché il censimento è stato fatto solo nei campi regolari o tollerati ma tutti sappiamo che nella nostra città non ci sono circa 5000 rom ma oltre 15000 se consideriamo tutti gli insediamenti abusivi.

Dichiara Federico Rocca responsabile regionale di Fratelli d’Italia del Dipartimento Sicurezza e Legalità.

Recentemente il campo rom di Castel Romano è tornato alla ribalta delle cronache grazie ad un servizio delle Iene ma nulla di nuovo, i roghi tossici e l’incendio delle baracche ci sono da sempre, così come i cumuli di rifiuti, le carcasse delle auto rubate, per non parlare del lancio degli oggetti contro i veicoli sulla Pontina, quindi, alle autorità competenti di ogni ordine e grado non servivano le Iene per sapere cosa accade in quel campo. Leggo che la Regione Lazio avrebbe intimato a Roma Capitale di chiudere il campo in 7 giorni. Una follia, una balla, perché nessuno riuscirà a chiudere quel campo in 7 giorni – prosegue Rocca - al massimo ci sarà una grande opera di bonifica, l’ennesima a spese dei contribuenti e il campo rimarrà lì fino a quanto qualcuno non avrà il coraggio di approvare una norma che vieti l’esistenza dei campi rom. Continuo a ribadire da anni che la soluzione è una sola, la chiusura definitiva di tutti i campi e il divieto di crearne di nuovi, permettendo la sola sosta temporanea di chi vuole transitare per Roma mentre i rom, sinti e caminanti che vogliono rimanere nella Capitale e in Italia, devono seguire il percorso per la residenzialità nel rispetto delle normative nazionali ed europee vigenti. Chi avrà il coraggio di farlo? Nel 2015 presentammo una proposta di delibera d’iniziativa popolare che andava in questa direzione - conclude Rocca - ma nel 2017 M5S e PD bocciarono la nostra proposta, pertanto oggi le lacrime di coccodrillo di questi partiti sono ridicole e offensive per i tutti i cittadini romani che continuano a subire la presenza dei campi rom nei loro quartieri con tutti i problemi ben noti che comportano.

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