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Martedì, 25 Gennaio 2022
Politica

Mafia Capitale, stop di Ama a consorzi di abiti usati: "Il servizio verrà internalizzato"

La municipalizzata ha revocato gli appalti alle due cooperative che gestiscono il servizio, finito nell'inchiesta del Mondo di Mezzo. I secchioni gialli spariranno dalle strade. Verranno riacquistati con un bando nel 2016, ma la gestione sarà interna all'azienda

I cassonetti gialli spariranno da Roma. Ama ha disposto l’interruzione del servizio di raccolta differenziata di indumenti e accessori di abbigliamento usati sul territorio comunale, revocando l’affidamento ai consorzi aggiudicatari Sol.Co e Bastiani, e optando per l'internalizzazione del servizio. 

L'ANTITRUST - La decisione arriva a due mesi dalla multa dell'Antitrust - 100mila euro alla municipalizzata e e 110mila ai due consorzi - per "pratiche commerciali scorrette" relative alle informazioni apposte sui secchioni. Dalle scritte "si poteva ritenere che la raccolta" fosse per "fini umanitari mentre si è accertato l'uso a fini commerciali". Ma non solo. 

MAFIA CAPITALE - Il consorzio Sol.co è coinvolto nell'inchiesta Mafia Capitale, anche per il commercio di indumenti usati, un business illegale che in realtà ha toccato diverse città italiane, già oggetto di un'indagine della procura antimafia. E che a Roma avrebbe avuto come referente per la spartizione del mercato proprio il ras delle cooperative imputato nel processo Mafia Capitale. Insomma, Ama assicura un cambio di passo. 

"Il provvedimento, che si inserisce nel percorso di trasparenza e legalità intrapreso dal nuovo management di Ama, è stato deciso in quanto nell’ambito del processo per Mafia Capitale, lo scorso 5 novembre è stata resa pubblica la Relazione sugli esiti dell’accesso presso Roma Capitale del Prefetto, che contiene anche un capitolo riguardante questo servizio" fanno sapere dall'azienda.  

"All’interno del documento , si evidenziano condotte non corrette dei due consorzi nella gestione e nella partecipazione alla gara del 2008, nonché l’esistenza di gravi infiltrazioni mafiose che avrebbero interessato anche direttamente talune delle cooperative esecutrici del servizio. 

Gli attuali vertici di Ama Spa, anche in questo caso, assicureranno la massima collaborazione alla Procura della Repubblica che, attraverso la Direzione Distrettuale Antimafia, ha richiesto gli atti relativi sia all’appalto del 2008 sia a quello risalente al 2013, riguardanti i medesimi soggetti.   
 
Nella lettera che l’azienda, a propria tutela, ha già inviato ai consorzi Sol.Co e Bastiani, vengono sottolineate le "gravi ragioni di opportunità nonché di tutela del pubblico interesse" che hanno determinato la decisione di non procedere alla stipula dei nuovi contratti di affidamento e di "interrompere la prosecuzione del servizio in essere"
".

"BANDO NEL 2016" - I secchioni comunque torneranno. "Nel 2016, sarà bandita una gara ad evidenza pubblica per l’acquisto di cassonetti da utilizzare per il conferimento dei rifiuti tessili e si procederà per dotare l’azienda capitolina di strutture atte alla valorizzazione in proprio di tali materiali".  


 

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