Caso scontrini, Marino assolto: "Hanno vinto verità e giustizia, ma ferita a democrazia non si rimargina"

La Cassazione ha annullato la condanna a due anni di reclusione perchè "il fatto non sussiste". L'ex sindaco di Roma: "Su di me accuse infondate e infamanti"

L'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino è stato assolto. "Il fatto non sussiste", con questa motivazione la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna a due anni di reclusione nei confronti di Ignazio Marino accusato di peculato e falso per la vicenda degli scontrini delle cene di rappresentanza quando era sindaco della Capitale. 

Caso scontrini: assolto l'ex sindaco Ignazio Marino

Al centro del processo, la rendicontazione di una cinquantina di cene, per un totale di circa 12mila euro, che Marino aveva pagato con la carta di credito di rappresentanza del Campidoglio durante i 28 mesi del suo mandato tra il 2013 e il 2015. 

Dopo essere stato assolto in primo grado da tutte le accuse, nel gennaio dello scorso anno Marino era stato condannato a due anni dai giudici della terza sezione della Corte d'Appello di Roma. Ieri la decisione della Cassazione: assolto dalle accuse di peculato e falso. 

Caso scontrini: la Cassazione assolve l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino

Marino assolto: "Hanno vinto verità e giustizia"

“Hanno vinto la verità e la giustizia. Era ora. La sentenza della Cassazione non rimedia ai gravi fatti del 2015, alla cacciata di un sindaco democraticamente eletto e di un’intera giunta impegnati senza fare compromessi per portare la legalità e il cambiamento nella Capitale d’Italia. Una ferita per la democrazia che non si rimargina” - ha commentato Marino rimandando valutazioni politiche e responsabilità individuali. 

"E' il tempo delle considerazioni personali. E non posso che ripetere a testa alta, come ho sempre fatto, ciò che ho sostenuto dal primo giorno in cui mi sono state rivolte accuse infondate e infamanti: non ho mai utilizzato denaro pubblico per finalità private. E’ piuttosto vero il contrario. E finalmente oggi è chiaro e tutti, anche a coloro che - ha concluso - mi hanno infangato provocando dolore e imbarazzo a me e alla mia famiglia”.
 

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