Domenica, 20 Giugno 2021
Politica

Da sindaco modello ad apriscatole del Movimento: Fabio Fucci ripudiato dai grillini

Di Maio lo sconfessa, la Corrado lo scarica, lui rilancia: "Mi hanno offerto incarichi di nomina ben pagati"

Può un sindaco di una piccola cittadina in provincia di Roma mettere in crisi un intero Movimento? La risposta è sì se questo sindaco è stato più volte portato ad esempio di buon governo, se lo stesso di fatto si mette contro uno dei principi del Movimento e se, ancora, lo stesso rivela proposte fatte per desistere dalle sue intenzioni. 

La decisione di Fabio Fucci, attuale sindaco di Pomezia, di correre per il secondo mandato da sindaco e il terzo da amministratore, sta aprendo polemiche nel Movimento Cinque Stelle. Dopo l'annuncio, Valentina Corrado, consigliera regionale ed esponente dello stesso territorio di Fucci, lo ha scaricato pubblicamente con un post su facebook. Poche ore dopo Luigi Di Maio, candidato premier e leader pentastellato, ha usato parole nette: "Abbiamo due, tre regole e tra queste c'è la regola dei due mandati che non è in discussione. Il sindaco di Pomezia non è in linea con il Movimento e quindi si autoesclude dal Movimento". 

Fine della storia? Neanche a dirlo perché Fucci, ieri ha replicato puntando il dito contro la proposta fattagli per rinunciare all'intenzione di candidarsi: "Io non mi autoescludo dal Movimento cinque stelle, anzi ne condivido i principi. Trovo ipocrita che quando una persona lavora bene non si possa ricandidare ed essere valutato dai cittadini, ma possa rivestire incarichi di nomina ben pagati. In questo senso mi chiedo: dov'è la meritocrazia?". 

Fucci fa riferimento alla proposta che gli sarebbe stata fatta di occupare un ruolo importante all'interno di un'amministrazione pentastellata (stando alle voci l'incarico sarebbe quello di capo di gabinetto in Campidoglio). 

Il caso del sindaco di Pomezia rischia di mandare in crisi uno dei cardini del Movimento. Va detto innanzitutto che Fucci, diventato sindaco nel 2013, si appella al fatto che il suo primo incarico da amministratore sia stato consumato per appena un anno. Poi il commissariamento e le elezioni che l'hanno visto vincitore. Regolamento grillino alla mano sarebbe fuori ed anche per questo come candidato sindaco correrà Adriano Zuccalà. Il sindaco di Pomezia, celebrato esempio del buon governo del M5s, però non l'ha presa bene e dopo qualche settimana di silenzio ha rotto gli indugi, confermando quel che era già nell'aria: la sua corsa con una lista civica. 

Per ora nessuno sembra intenzionato a seguirlo e addirittura tira aria di sfiducia in consiglio comunale. La sua mossa però ha aperto la questione. Regolamento alla mano, ad esempio, più di metà del consiglio comunale di Roma in caso di nuove elezioni non potrebbe ricandidarsi. Qualcuno in passato aveva già dichiarato apertamente di sperare in un cambio della regola. Di più: le dichiarazioni di Fucci aprono un ulteriore interrogativo: i due mandati sono un cardine per non creare una casta che vive solo di politica, ma poi si propongono nomine all'interno dell'amministrazione? Con quale logica? Una contraddizione che Fucci ha voluto evidenziare. 

La vicenda potrebbe avere ricadute sul Movimento nazionale e sicuramente di più sulla corsa verso la presidenza della Regione Lazio da parte di Roberta Lombardi. Da un lato Di Maio si ritrova con la questione sul tavolo adesso, alla vigilia della campagna elettorale. L'intenzione era di discuterne dopo le elezioni. Ora questo caso e la sua intransigenza stanno di fatto chiudendo a qualsiasi margine di trattativa futura e certamente la ritrattazione di questo principio sarebbe più traumatica. Roberta Lombardi invece si ritrova con un problema in casa: il migliore dei sindaci, quello da portare in giro come esempio, che all'improvviso diventa un figlio da ripudiare.

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