Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica Flaminio / Via Guido Reni

Ex caserma Guido Reni, passo avanti per la riqualificazione: l'Aula approva il programma intergrato

Sull'area di Cassa depositi e prestiti sorgeranno case, aree ricettive e una nuova area pubblica per la promozione della cultura scientifica

Nuovo passo in avanti per la riqualificazione dell'ex Caserma di via Guido Reni, nel quartiere Flaminio. La delibera di adozione del programma integrato che trasformerà l’area dismessa, oggi di proprietà di Cassa depositi e prestiti Immobiliare, in nuove case, locali commerciali, ricettivi e spazi pubblici, compreso quello che nel progetto iniziale era stato chiamato Museo della scienza. Il provvedimento è stato approvato questa mattina in Assemblea capitolina con 24 voti favorevoli e 9 astenuti. Si tratta del primo passaggio della procedura di attuazione che, dopo una fase di osservazioni e controdeduzioni, si concluderà con la votazione in aula della delibera di approvazione della variante urbanistica.

In particolare, la riqualificazione dell'area dell'ex Caserma di via Guido Reni riguarda una superficie complessiva di circa 55mila metri quadrati all'interno della quale saranno realizzati edifici residenziali per circa 35mila metri quadrati di cui 6 destinati a housing sociale, l’equivalente di 270 appartamenti, un albergo di 7mila metri quadrati e 3mila metri quadrati di commerciale di vicinato.

I circa 2mila metri quadrati di servizi pubblici di livello locale comprendono, secondo quanto individuato a esito di un importante percorso di coinvolgimento dei cittadini e del Municipio II, una biblioteca di nuova generazione e spazi aperti attrezzati. Questi saranno realizzati selezionando il progetto attraverso un concorso di progettazione bandito da Roma Capitale.

Una parte dell’area diventerà di proprietà pubblica, oltre 10mila metri quadrati. Scompare il nome Città della Scienza ma resta la volontà dell’amministrazione di destinare questo spazio “alla promozione e alla diffusione della cultura scientifica nella comunità cittadina e metropolitana che avrà la missione di assicurare un contributo fondamentale al ricco patrimonio di enti ed istituti di ricerca e alta formazione scientifica che hanno sede nel territorio della città Metropolitana di Roma” si legge nella nota del Campidoglio.

“Riqualificare e migliorare i luoghi della nostra città significa attivare un percorso condiviso che deve avere alla base due punti fondamentali: il coinvolgimento del territorio e la garanzia della qualità architettonica del progetto che verrà poi realizzato” le parole della sindaca Virginia Raggi. “Due elementi che saranno centrali anche su quest'area nel II Municipio che andrà ad inserirsi in un contesto culturalmente vivo, grazie a un percorso che coinvolgerà cittadini, università e comunità scientifica”.

L’assessore all’Urbanistica Luca Montuori sottolinea: “L'approvazione di questo importante programma si inserisce in quel filone culturale di pensiero sulla città che vede la rigenerazione delle aree dismesse come obiettivo primario dello sviluppo urbano, la densificazione dei tessuti edilizi esistenti come strategia, il progetto di un sistema di spazi pubblici fortemente integrato con i comparti privati come strumento per garantire una equilibrata connessione degli usi e una qualità di relazioni tra le parti. E' un programma che nasce contemperando le aspettative degli investitori, i processi decisionali della Amministrazione e i bisogni dei cittadini: indirizzo pubblico e investimento privato. E' necessario affermare che è possibile intervenire in contesti consolidati con strumenti che superino una visione puramente quantitativa delle trasformazioni e puntino sulla qualità degli spazi e dei servizi”.

Conclude la presidente della commissione Urbanistica, Donatella Iorio: “Nell'arco di tempo necessario per completare l'iter, questa amministrazione si attiverà per promuovere, da un lato, il bando di concorso per la progettazione dei servizi pubblici di livello locale e, dall'altro, un dibattito a livello cittadino per individuare una destinazione definita per lo spazio pubblico genericamente indicato come 'Città della scienza'. Il nostro obiettivo è quello di pervenire all'approvazione del programma avendo concluso tutte le attività necessarie a garantire la contemporanea attuazione degli interventi pubblici e di quelli privati”.

Nei giorni scorsi le associazioni che avevano preso parte al progetto partecipato per la definizione degli spazi pubblici, da quelle di quartiere a quelle cittadine come Italia Nostra Roma e Carteinregola, avevano avanzato una serie di richieste in merito al provvedimento: dalla “preoccupazione” per “il mancato inserimento di indicazioni circostanziate” sull’area pubblica destinata alla Città della Scienza al “rischio di allungamento dei tempi” per il ricorso di una procedura concorsuale per la progettazione degli spazi pubblici. “Di fatto, la delibera separa il  destino delle parti pubbliche da quelle private, che dopo l’approvazione definitiva della delibera potranno immediatamente essere avviate”. Da qui le richieste di avviare “un concorso internazionale di progettazione, prima dell’approvazione definitiva del programma integrato” per la definizione della Città della Scienza e di “garantire la contestualità con l’intervento privato” dei servizi pubblici.

“Siamo contenti che il dibattito in Aula si sia concentrato sui punti che ha evidenziato anche la cittadinanza anche se avremmo preferito l’inserimento di tempi più stringenti per la realizzazione delle aree pubbliche”, il commento di Anna Maria Bianchi di Carteinregola. “Gli ordini del giorno approvati dimostrano questa volontà sia da parte della maggioranza che dell’opposizione ma dal momento che in tre anni e mezzo non sono ancora stati conclusi tutti i passaggi resta il timore che con il cambio di amministrazione resti aperta la possibilità di un cambio di destinazione d’uso”. 

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