Nuove case a Marconi, il Pd fa scoppiare il caso: "Progettate da coordinatore M5S"

Il riferimento è a Francesco Sanvitto che replica: "Sono un architetto, lavoro con i privati". Al centro un progetto di recupero di due immobili abbandonati da tempo con aumento di cubatura grazie al 'Piano casa'

L'annuncio di nuove abitazioni a Marconi infiamma il Pd del XI Municipio. Non tanto per il progetto: recupero con aumento di cubatura da 'piano casa' per due immobili di proprietà privata in via dei Papareschi. Quanto per l'identità dell'architetto che ha ottenuto l'incarico di disegnarlo: Francesco Sanvitto, storico attivista del Movimento cinque stelle romano e coordinatore del tavolo dell'Urbanistica pentastellato che il 26 maggio ha illustrato la situazione in Commissione Urbanistica del Municipio XI.

LA POLEMICA - "A che titolo parla l'architetto Sanvitto quando esalta il progetto? Qual è la posizione del M5S sull'ipotesi di realizzare nuove case a Marconi?" si legge in una nota che porta la firma dei consiglieri municipali del Pd Maurizio Veloccia, Gianluca Lanzi, Giulia Fainella e Angelo Vastola e Maria Teresa Di Sarcina, segretaria del Circolo PD Marconi. "Non ho incarichi pubblici" la replica del diretto interessato, contattato da Romatoday. "Un archietto lavora per chi ha fiducia nelle sue capacità. Ho parlato a titolo personale applicando i principi della trasparenza e non accontentandomi di presentare i progetti solamente agli uffici centrali dell'amministrazione ma cercando di concordarli con i cittadini". 

IL PROGETTO  - Il progetto riguarda i due edifici in via dei Papareschi dove un tempo risiedevano i dipendenti della vicina fabbrica Mira Lanza. Collocata in un terreno adiacente la scuola elementare Pascoli. Non molto distante la caserma ormai in disuso, gli ex magazzini dell'areonautica militare. Alle spalle, il grande spazio vuoto che da anni attende di diventare il Parco dei Papareschi (un tempo l'architetto a cui era stato affidato il progetto era proprio Sanvitto) e il Teatro India. Il proprietario vuole rifarci delle case. La cubatura, sfruttando il Piano casa regionale, lieviterebbe del 30 per cento per un totale finale di 2 mila metri quadrati. "Ho proposto di concentrare tutta la cubatura sull'immobile più stretto e lungo, quello a destra verso viale Marconi, così da poter realizzare una piazza ad uso scolastico al posto della struttura che si trova più vicina all'istituto. "In questo modo resterebbe anche una fascia di terreno per accedere al futuro Parco dei Papareschi". 

Il 16 maggio sulla pagina Facebook del Comitato di quartiere Marconi, l'architetto aveva postato una fotografia dell'area scattata dall'alto scrivendo: "Proviamo a progettare assieme. Le opzioni possono essere molteplici: recuperare i due edifici; demolire e costruire ex novo; spostare le cubature sull'area di proprietà retrostante.Vorrei chiedere il vostro parere su un opzione che non risolve solo gli interessi dei proprietari, ma immagino, possa risolvere anche il problema di due scuole senza accesso e chiedo il parere di chi queste scuole utilizza tutti i giorni". 

L'ACCUSA DEL PD - Il 26 maggio la presentazione in commissione Urbanistica municipale ha sollevato la reazione dei dem. "Notiamo una trasformazione genetica del M5S sia nel metodo, che ormai tralascia la valutazione dell'opportunità politica e dei conflitti di interesse che sembrano avere molti suoi esponenti, sia nel merito: davvero si possono sostenere nuove residenze a Marconi, per giunta realizzate con lo strumento del ‘Piano Casa’ da sempre osteggiato dai grillini?". Poi una proposta: "I ruderi di via dei Papareschi, che si vorrebbero trasformare in case, siano ceduti al Comune e ristrutturati per essere utilizzati a servizio della confinante scuola elementare e della limitrofa materna. I diritti edificatori eventualmente riconosciuti siano trasferiti mediante compensazione altrove, nella aree all'uopo già previste dal Prg. Di altre case Marconi non ha bisogno" concludono in consiglieri. 

LA REPLICA - "Sono un professionista che lavora con il privato e che attua le norme. Il piano casa è tra quelle. Le cambierei ma non posso" la replica di Sanvitto. "E' un progetto presentato secondo le regole e se non riscontreranno errori gli uffici capitolini saranno costretti ad approvarlo. Io ho solo cercato di parlarne prima con il municipio e con la cittadinanza rendendo l'iter il più trasparente possibile. Quell'area è degradata da almeno 20 anni. Senza considerare l'uso che si sarebbe potuto fare degli edifici militari lì a fianco. In quanto alla proposta del Pd siamo arrivati all'esproprio proletario. Mi chiedo perché in tanti anni di governo non l'abbiano mai fatto visto che la scuola sta lì da allora e le condizioni di disagio non sono mai cambiate". 

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