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Case popolari: la riscossione passa da Prelios a AequaRoma, ma è caos agli sportelli

La denuncia di Fratelli d'Italia e l'interrogazione in Aula

"Provi a telefonare la prossima settimana, o a inviare una mail". Erano abituati male i residenti delle case popolari Erp del Comune di Roma. Da quando il servizio è tornato in house alla partecipata Aequa Roma (con deliberazione della giunta del 12 gennaio 2018), il personale agli sportelli, non specializzato nel settore, fatica a fornire risposte alle più semplici richieste, come ristampare un bollettino di pagamento. 

Gli impiegati, per stessa ammissione dell'azienda, non hanno le competenze necessarie sul fronte legale e contabile. Da qui la richiesta, votata all'unanimità in aula Giulio Cesare con una mozione di dicembre, a integrare i 18 ex lavoratori (ora licenziati) della Prelios, società privata che ha gestito lo stesso patrimonio immobiliare prima della scelta di internalizzare. 

A mettere in luce i problemi per l'utenza con un'interrogazione diretta alla sindaca Raggi il consigliere di Fratelli d'Italia Francesco Figliomeni. "Le cronache degli ultimi giorni raccontano di gravissimi disagi. Vogliamo capire dall’Amministrazione Capitolina come intenda procedere, al fine di erogare un servizio efficiente sia in ambito di riscossione degli importi da parte dell’utenza sia al fine di accelerare il processo di alienazione del patrimonio immobiliare, anche in considerazione del fatto che moltissimi cittadini sono stati abbandonati dopo aver versato già da molto tempo degli acconti per l’acquisto della casa". 

Insomma, le criticità si stanno accumulando e l'assunzione di personale preparato in grado di rispondere alle esigenze dei residenti è diventata una necessità impellente. Un bando è stato pubblicato a ottobre, per la selezione del suddetto personale qualificato, ma dei 18 lavoratori ex Prelios solo 4 sono stati presi come formatori, e per soli sei mesi. 

I rischi se non si interviene nell'immediato? Li elenca Figliomeni nell'interrogazione a Raggi . Si va dai "gravi ritardi nell’aggiornamento delle posizioni di utenza con ripercussioni sull’adeguamento dei canoni" alla "proliferazione del fenomeno delle occupazioni abusive degli alloggi". Dalle "contestazioni di ordine legale a carico dell’Amministrazione", ai "ricorsi dei sindacati". Un pasticcio da risolvere al più presto. 

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