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Case popolari, Raggi esulta: "Finita l'attesa per chi è in lista da vent'anni". Ma nasconde le 13 mila famiglie in graduatoria

Qualcuno, ancora oggi, potrebbe essere in attesa da vent'anni: la graduatoria del 2000 salvò solo i cosiddetti 10 punti

Virginia Raggi, su Facebook, esulta. "C’erano ancora persone che aspettavano la casa popolare dal 2000. Adesso questa lunga attesa è finita: sono state tutte convocate dagli uffici comunali per l’assegnazione". Dopo 19 anni, tre dei quali sotto la sua amministrazione, le famiglie che dal 2000 al 2012 avevano chiesto e ottenuto l'iscrizione in graduatoria per una casa popolare sono terminate. "Parliamo di cittadini inseriti nel vecchio bando, di quasi 20 anni fa, e che ancora aspettavano il loro turno", scrive. "Grazie allo scorrimento delle assegnazioni, che oggi viaggiano ad una velocità praticamente doppia rispetto al passato, questo vecchio bando si può dire finalmente concluso".

Che dire, una bella notizia. La foto allegata al post è ancora più chiara: "Case popolari", si legge in alto, "attesa finita per chi è in lista da 20 anni". Raggi ringrazia l'assessora alle Politiche Abitative, Rosalba Castiglione, e i dipendenti. La sindaca ricorda come le case popolari siano uno "strumento fondamentale", e sì "c'è ancora molto da fare" ma "passo dopo passo stiamo chiudendo con un passato di inerzia e malagestione". 

Anche l’assessora Castiglione regala ai suoi cittadini, sempre su Facebook, un post simile: “L’impegno quotidiano dà risultati”. Poi spiega: “L’azione per la legalità ha dato i suoi frutti e puntiamo a migliorare ancora la macchina amministrativa, per offrire risposta a chi è in graduatoria per il bando 2012 e intercettare con sempre più efficaci strumenti le esigenze delle famiglie”. E conclude: “Andiamo avanti con determinazione e consapevolezza”. 

Un buon lieto fine, con una grande speranza. Peccato che non sia così. Il motivo lo spiega il segretario dell’Unione Inquilini, Massimo Pasquini: “Le famiglie rimaste nel bando del 2000 erano solo quelle con 10 punti, che equivale a dire quelle che avevano subito uno sfratto già da tre anni. Tutte le altre, e in quel momento in attesa c’erano oltre 20 mila persone, sono state cancellate nel passaggio a nuovo bando del 2012. Chi è stato informato o chi ha voluto ha presentato una nuova domanda sulla base dei nuovi criteri”. In altre parole: in graduatoria, oggi, potrebbero esserci ancora famiglie che attendono da vent’anni

Raggi però esulta, anche se il quadro che ha di fronte non è dei più rosei. Proviamo a raccontarlo con i numeri. La graduatoria aggiornata a giugno del 2019 relativa al bando del 2012, attendono una casa popolare 12.789 persone. Nel dicembre del 2018 erano 12.393. In sei mesi, altre 400 famiglie in disagio abitativo e redditi bassi si sono messe in fila ad attendere un alloggio pubblico. A fronte di questa situazione viene assegnata, in media, poco più di una casa al giorno.

Traduciamo in numeri anche la “velocità praticamente doppia” citata dalla sindaca: tra le 400 e le 500 assegnazioni all’anno, secondo numeri forniti in altre occasioni a Romatoday dall’assessorato alle Politiche abitative. E' vero, nel 2014 erano 150 e nel 2015 erano 280. Non è proprio il doppio ma è molto vicino. Peccato che se la graduatoria rimanesse ferma, proseguendo di questo passo, ci vorrebbero poco meno di 30 anni per farla scorrere tutta. Per poter arrivare ad un altro post simile a quello pubblicato oggi ma relativo alla graduatoria del 2012. Ma la graduatoria non è ferma e i dati che sono arrivati negli ultimi mesi ci dicono che le case assegnate in un anno riescono a coprire un numero pari a quello delle famiglie che si sono aggiunte in sei mesi.

Uno dei motivi sono gli sfratti. Che non si fermano. Solo per citare un dato, nel 2017 circa 8 famiglie al giorno sono state costrette a lasciare la propria abitazione, 56 a settimana. Una situazione simile ai dieci anni precedenti e che non accennerà a fermarsi nemmeno nei prossimi. E tutto questo mentre Roma si appresta a cercare alternative temporaneee per centinaia di famiglie che vivono nell occupazioni da sgomberare. La maggior parte delle quali sono in attesa di una casa popolare. 

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