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Tariffe ancora insufficienti, l’appello delle case famiglia: “Gualtieri, vieni a trovarci”

Di recente è stato approvato un aumento di 7 euro, ma per Luigi Vittorio Berliri non basta

Niente da fare, la strada per arrivare a una piena sostenibilità delle case famiglia a Roma sembra ancora in salita. E' da un anno, infatti, che diverse realtà che gestiscono servizi dedicati a mamme con minori a carico, disabili e altri soggetti fragili, denunciano le difficoltà economiche legate al mancato aggiornamento delle tariffe riconosciute dal Comune. Di recente la giunta Gualtieri ha approvato un incremento di 7 euro, ma a quanto pare non è sufficiente: "Ci sono criteri che dovrebbero guidare le scelte amministrative e vorremmo confrontarci con Gualtieri su questi criteri", scrive Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale. 

La lettera delle case famiglia a Gualtieri

Berliri ormai da un anno si appella ciclicamente al primo cittadino. Lo ha fatto a maggio 2022, è tornato a farlo a novembre 2022 prima dell'approvazione del bilancio preventivo, adesso prende carta e penna e gli scrive direttamente: "Caro Sindaco - esordisce il presidente della onlus Casa al Plurale, associazione di rappresentanza delle case famiglia di Roma e del Lazio - le mandiamo una lettera per trasformare un problema serio e sentito in un problema politico che vorremmo discutere con lei". 

Servono 18 milioni di euro

Il punto è sempre lo stesso: i soldi che entrano nelle casse delle onlus, girati dal Comune tramite il rimborso delle rette, non bastano per assicurare tutti i servizi e pagare i salari dei dipendenti. "Occorrono almeno 18 milioni di euro per adeguare le tariffe per le 415 persone con disabilità in casa famiglia - si legge nella lettera - e ancora di più ne occorrono per i minori in casa famiglia. Benissimo il piccolo incremento di 7 euro che il consiglio comunale ha deliberato e che la Giunta ha confermato. Ma davvero non basta. Occorre parlarne, pubblicamente, perché dare risposta ai più fragili è dare risposta a tutta la città: è una responsabilità collettiva!"

"Tariffe ferme al 1995, nessuno ci ha più messo mano"

Le tariffe sono ferme al 1995, stabilite dalla giunta Rutelli e vennero paragonate a quelle di una casa riposo: "Da allora nessuna manutenzione, nessuno ci ha messo le mani - ribadisce Berliri - nessuno al governo della città, finora, si è chiesto se nel mentre non fossero cambiate le norme, i costi del lavoro e nessuno si è chiesto se quel primo calcolo del tutto approssimativo e inesatto, fosse corretto e se sì in base a cosa. Esiste uno studio (www.casaalplurale.org), presentato pubblicamente in Campidoglio a novembre 2022 , definito congruo dai dirigenti del dipartimento politiche sociali. Come possiamo, assieme, arrivare a questo obiettivo? Vogliamo fare un piano di azione pluriennale?". 

Berliri: "Sindaco, vieni a trovarci"

"Proprio perché riteniamo che si tratti di un problema politico, etico la cui portata va al di là del bilancio e delle risposte contingenti - conclude Berliri, consigliere capitolino ai tempi di Veltroni - alcuni di noi si sono rivolti al Papa, per inviare un grido di allarme al Vescovo della città, e al Presidente della Repubblica, da anni attento a questo tema". La lettera si conclude con un invito formale: "Venga a trocarci in casa famiglia e parliamone". 

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