Case comunali, 20 mila morosi. La promessa di Raggi: "Recupererò 100 milioni di euro"

L'assessora Castiglione: "Chi non si è mai attivato per riscuoterle ha sottratto dalle tasche dei cittadini risorse fondamentali"

20 mila morosi per un recupero stimato in 100 milioni di euro. A poche ore dalla diffusione della notizia della condanna di risarcimento di un milione di euro richiesto dalla Corte dei Conti alla società Romeo Gestoni per il caso Affittopoli sugli immobili comunali del centro, il Campidoglio rilancia con un annuncio: “Il Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale sta procedendo regolarmente con azioni esecutive volte al recupero delle morosità relative all’utilizzo degli immobili capitolini. Risultano oltre 20 mila le posizioni debitorie. Si punta al recupero di circa 100 milioni di euro”. 

Un numero molto alto, se si considera che il numero degli immobili di proprietà del Comune di Roma è stimato in circa 25 mila unità tra patrimonio disponibile e indisponibile. Di questo circa 22.700 sono case popolari. Stando alle stime fornite dal Campidoglio, quindi, la maggior parte degli inquilini di appartamenti e negozi del comune non sarebbe in regola. La riscossione sarà condotta “con il supporto della società in house AequaRoma Spa, a cui Roma Capitale ha affidato nel 2018 il servizio di gestione contabile degli immobili di proprietà comunale”. I primi a cui l’amministrazione capitolina busserà alla porta saranno gli inquilini più ‘esigibili’. Lo spiega la nota: “La priorità nei procedimenti volti alla riscossione è stata definita in base ai requisiti di maggiore aggredibilità dei creditori”. 

Una stima di quanti rientrino in questa categoria non è però stata diffusa. Il Campidoglio non fornisce informazioni nemmeno in merito alla natura della morosità, o di quanti sono coloro che devono restituire cifre consistenti all’amministrazione e quanti, invece, risultano non in regola per molto meno. Restano indefiniti anche i tempi necessari a raggiungere un obiettivo numerico così alto, per esempio una stima di quante morosità possono essere riscosse entro il 2018 e così via negli anni successivi. Il Campidoglio, consapevole che si tratta di un’operazione complessa, nella quale giocheranno un ruolo determinante anche i ricorsi, non ha fissato paletti temporali e nemmeno obiettivi per l’impiego delle risorse di cui rientrerà in possesso. 

Castiglione, nella nota, parla genericamente di “progetti di sviluppo, manutenzione e ammodernamento dei territori”. In quanto ai tempi: “Il lavoro per il recupero delle morosità è attualmente in corso ed è forte dell’azione di AequaRoma Spa, una società interamente partecipata da Roma Capitale a cui abbiamo fortemente voluto affidare la gestione contabile degli immobili comunali,  sottraendola così a società private e riportandola interamente all’interno dell’Amministrazione”. Poi punta il dito contro le precedenti amministrazioni: “Chi non si è mai attivato per riscuotere le morosità per l’utilizzo degli immobili di proprietà capitolina ha letteralmente sottratto dalle tasche dei cittadini risorse fondamentali”. 

“Il patrimonio immobiliare di Roma Capitale è stato per troppi anni vittima di abusi, a discapito della collettività” aggiunge la sindaca Virginia Raggi. “Chi in passato non ha vigilato e non ha saputo gestire correttamente gli immobili comunali ha causato un danno economico e sociale di inaudita gravità a questa città. Abbiamo voltato pagina: affermiamo finalmente l’utilizzo trasparente degli immobili capitolini e difendiamo così gli interessi di ogni cittadino”. 

L’ultima azione messa in campo dalla Giunta Raggi in tema di gestione di immobili comunali riguarda la delibera su 488 unità, tra appartamenti e cantine, del patrimonio disponibile comunale , approvata nel luglio scorso. Con il provvedimento l’amministrazione guidata da Virginia Raggi metterà all’asta a prezzi di libero mercato queste abitazioni. Come raccontato da Romatoday, nell’elenco figurano anche una sessantina di immobili collocati a Testaccio, in palazzi di case popolari di proprietà del Comune. Gli inquilini hanno lanciato l’allarme sfratto. Il Campidoglio ha assicurato un’alternativa “per le fragilità” ma l’obiettivo è mettere all’asta quelle case. Scrive l’assessora: “Questi gioielli, alcuni in pieno centro e con vista su scenari che tutto il mondo ci invidia, saranno d’ora in avanti affittati a prezzo di mercato e non più senza alcun criterio a poche decine di euro”. 

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