Casapound, ordinato il sequestro della sede: 16 indagati per istigazione all'odio razziale e occupazione abusiva

La prossima settimana è prevista la notifica dello sgombero. Alle 17 e 30 una manifestazione in via Napoleone III

Istigazione all'odio razziale e occupazione abusiva di immobile. Sono le ipotesi di reato contro 16 indagati nel filone d'inchiesta contro Casapound. Per il quartier generale del movimento neofascista il gip ha ordinato il sequestro preventivo. E dopo la notifica dell'ordinanza (che avverrà al più tardi all'inizio della prossima settimana) l'immobile di via Napoleone III passerà tecnicamente nelle disponibilità del Tribunale. La procura aveva richiesto i sigilli nei mesi scorsi, a seguito di due esposti arrivati a piazzale Clodio, uno dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) l'altro dell'Agenzia del Demanio. Oggi è arrivato il via libera del giudice che ha accolto l'istanza. 

Neofascisti pronti a manifestare

Immediata la reazione dei militanti che prima hanno fatto risuonare l'inno di Mameli dal davanzale di una finestra, con una cassa stereo, poi si sono dati appuntamento per una manifestazione di solidarietà contro lo sfratto. "Per tutti coloro che vogliono mostrare vicinanza a CasaPound dopo gli ultimi attacchi strumentali, per gli amici, i rappresentanti delle istituzioni, gli esponenti del mondo della cultura, per tutti gli uomini liberi, l'appuntamento è oggi alle ore 17.30 in via Napoleone III numero 8". 

"Ripristiniamo la legalità"

"Finalmente verrà sgomberata la sede di Casapound" ha informato per prima ieri in serata la vice titolare all'Economia. Seguita poi da Raggi, più cauta nei toni in attesa di conferme: "Qualcosa si muove. Ripristiniamo la legalità". Un'accelerata all'iter di sgombero che sembrava lontano dal vedere la luce. Lo stabile, lo ricordiamo, è di proprietà dell'agenzia del Demanio, e a luglio 2019 il suo ex direttore Riccardo Carpino ne aveva ordinato lo sgombero, un atto amministrativo impugnato mesi dopo prima al Tar poi al Consiglio di Stato dagli stessi militanti di estrema destra. Iter a cui si affianca un'indagine della Corte dei Conti che ha chiesto un risarcimento a funzionari del Demanio e del Miur (il ministero dell'istruzione ha avuto lo stabile in uso) per mancata riscossione dei canoni. 

"La criminalità non si è mai nascosta a Roma da quando sono in carica, ma io non mi sono mai fermata: la procura ha fatto un ottimo lavoro, notificando un ordine di sequestro per l'immobile di via Napoleone III, occupato da oltre 18 anni da Casapound" ha dichiarato la sindaca sottolineando che "anche qui si va a ristabilire la legalità, come è stato fatto quando abbiamo buttato giù i villini dei Casamonica, famiglia storica della criminalità romana: la criminalità va contrastata mostrando che lo Stato c'è, è forte e non arretra".

Marsella denunciato

In tutto questo la lotta di Raggi contro Casapound prosegue su più fronti. La sindaca ha denunciato Luca Marsella, rappresentante delle tartarughe frecciate a Ostia, per le minacce subite durante la contestazione del 18 maggio scorso. "Finalmente, anche se in tribunale, potrò confrontarmi col sindaco, che in questi anni non ha mai risposto a nessuna mia domanda" ha commentato l'attivista. "La Raggi mi accusa addirittura di violenza privata, perché le avrei impedito di scendere dalla macchina, quando in realtà la mia richiesta era soltanto quella di recarsi ad una manifestazione dei commercianti e di evitare la solita passerella politica".

"Sgombero di Area 121"

E a proposito di Ostia, Raggi ha puntato il dito anche contro l'occupazione di via delle Baleniere 123. I prefabbricati del Villaggio Azzurro sono stati occupati in piena emergenza coronavirus. Di proprietà del Ministero della Difesa, la sindaca ha chiesto lo sgombero con una lettera indirizzata al ministro Guerini. L'Aeronautica Militare, gestore degli spazi, ha già annunciato la denuncia. 

Mercoledì alla Camera si è tenuto anche un question time. Il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi ha spiegato che il procedimento di sgombero è stato attivato "con comunicazione all'organo competente, la prefettura di Roma, il 7 maggio 2020. È stata interessata anche l'Avvocatura generale dello Stato per intraprendere tutte le azioni più opportune per permettere alla forza armata di rientrare nella piena disponibilità dell'immobile. Risultano, dunque, assolti tutti gli adempimenti di competenza, in attesa che la Prefettura, in coordinamento con il Comune e nell'ambito del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, possa provvedere allo sgombero dell'area in argomento".

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+++articolo aggiornato alle ore 16.30+++

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