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CasaPound, Raggi annuncia: "Palazzo sgomberato a breve". Ma è polemica sui tempi

La sindaca all'uscita da una riunione in prefettura dichiara soddisfatta che lo stabile di via Napoleone III verrà liberato, ma le opposizioni attaccano: "Parte solo il censimento"

Il palazzo al civico 8 di via Napoleone III, occupato da CasaPound, sarà sgomberato “a breve”. A prometterlo è stata la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che mercoledì ha partecipato a una riunione in prefettura facendo il punto con il prefetto Matteo Piantedosi sulle occupazioni abusive in città.

“Lo avevo detto anni fa, ed ora finalmente ci siamo - ha detto Raggi, condividendo una foto che la ritrae davanti allo stabile - il palazzo di via Napoleone III, a due passi dalla stazione Termini, dovrà essere liberato a breve”. La sindaca ha spiegato che verrà effettuato un censimento sulle persone presenti all’interno “in modo che coloro che hanno delle fragilità possano essere assistiti in altro luogo dagli assistenti sociali di Roma Capitale. Chi non ha alcun diritto, invece - ha aggiunto - dovrà lasciare quegli spazi immediatamente. La legge è uguale per tutti”.

“Casapound, quindi, dovrà abbandonare l’immobile perché non ha alcun diritto di stare lì - prosegue Raggi - non paga un canone, non ha un contratto, vive sulle spalle degli altri. La legge, lo ripeto, si rispetta. Chi occupa abusivamente un immobile, chiunque esso sia, deve lasciarlo a disposizione di quelle famiglie e quelle persone che hanno realmente necessità di aiuto. In tal senso ho già presentato delle proposte all'Agenzia del Demanio affinché Roma Capitale possa acquistare l’immobile per poi destinarlo a chi ha veramente bisogno di una casa. Il resto sono solo chiacchiere”.

Le opposizioni: "Istituzioni tirate per la giacchetta"

L’annuncio non riporta tempi certi per lo sgombero, e Raggi non ha fatto in tempo a diffonderlo che è finita sotto attacco dall’opposizione: “Fa bene il sindaco ad affermare l’importanza del certamente non imminente sgombero dell’immobile occupato da CasaPound, che prima o poi avverrà", ha detto il presidente dell’Assemblea Capitolina e capogruppo di Forza Italia, Marcello De Vito.

"A parte la consueta triste smania comunicativo/elettorale, poi prontamente smentita dalle stesse istituzioni tirate per la giacchetta visto che in realtà prima delle elezioni non vi sarà alcuno sgombero - conclude De Vito - ma solo l’avvio del censimento degli occupanti, il vero punto è che si dovrebbe affermare questo principio di legalità su tutte le occupazioni”.

CasaPound e l'occupazione dello stabile all'Esquilino

L’occupazione dello stabile dell’Esquilino, che risale al 2003, è al centro di una diatriba che si trascina ormai da anni. Nel 2019 la Corte dei Conti ha quantificato un danno erariale da 4,6 milioni di euro, derivante dalla mancata riscossione del canone, indagando nove dirigenti tra Agenzia del Demanio e ministero dell'Istruzione che erano poi stati assolti.

Nello stabile, considerato la roccaforte dei fascisti del terzo millennio, vivono 18 famiglie. Nel 2020 era entrato nella lista degli immobili da sgomberare dopo il sequestro preventivo da parte della procura, e Raggi a inizio 2021 aveva ribadito quanto sostenuto già agli albori del mandato, chiedendo lo sgombero per adibirlo a case popolari.

Nel 2018 era stato tentato un primo accesso per il censimento finalizzato proprio a quantificare il danno erariale, ma la Guardia di Finanza non era riuscita a entrare nonostante la trattativa con CasaPound.

“Quando ci siamo resi conto che non era possibile garantire minime condizioni di dignità per i residenti vista l'inopportuna presenza di una folla di telecamere - aveva spiegato ai tempi Gianluca Iannone, sino al 2019 presidente di quello che era di fatto un partito - ci siamo limitati a chiedere che si rinviasse il controllo ad altra data"

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