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Il leader Simone Di Stefano fuori dalla sede di via Napoleone III (Foto Ansa)

Il leader Simone Di Stefano fuori dalla sede di via Napoleone III (Foto Ansa)

Casapound: c'è la notifica del sequestro, lo sgombero un punto interrogativo. Cade il reato di odio razziale

Per il gip però non ci sono prove sufficienti per accogliere la richiesta del Pm in relazione all'ipotesi di reato di istigazione all'odio razziale. Resta in piedi l'occupazione abusiva

La notifica del sequestro preventivo dell'immobile occupato da Casapound è arrivata questa mattina ai militanti, come annunciato giorni fa dalla Questura. Il gip però accoglie l'istanza relativa al solo reato di occupazione abusiva e non a quello di istigazione all'odio razziale richiesto invece dalla Procura

"Virginia Raggi ed Eugenio Albamonte incassano quantomeno una sconfitta temporanea" commenta in un articolo su Il Primato Nazionale l'esponente delle tartarughe frecciate Davide Di Stefano. "Per arrivare allo sgombero di CasaPound alla sindaca servirà un'ulteriore forzatura politica: senza quella continua a fare testo l'elenco del Comitato per l'ordine e la sicurezza". 

C'è quindi il decreto del giudice che autorizza il sequestro ma cade l'ipotesi di reato che era emersa come vera novità, argomentazione chiave per le forze politiche che hanno rivendicato la paternità dell'annunciato sgombero, M5s in testa: l'istigazione all'odio razziale.  

Si legge nel testo del decreto, che RomaToday ha potuto visionare, che non ci sono "elementi probatori sufficienti [...] che consentono di ricondurre ad unità le diverse vicende giudiziarie ai fini della valutazione della sussistenza del delitto di partecipazione ad un'associazione nonché di accertare se le condotte poste in essere, per quanto riprovevoli, siano espressive di ideologie o sentimenti razzisti o discriminatori". 

Rimane in piedi invece l'occupazione abusiva, rispetto alla quale non vi sarebbe neanche una ragione di emergenza abitativa alle spalle. E' scritto ancora nel decreto: "Per quanto concerne l’invocata esigenza abitativa posta a fondamento dell’iniziale occupazione dell’immobile adibita ad alloggi per i singoli nuclei familiari (…) risulta acclarato che l’occupazione dell’immobile da parte dei diversi nuclei familiari si protrae da numerosi anni, in alcuni casi sin dal 2003, e non risultano in atti evidenze di situazioni contingenti che possono integrare un attuale pericolo di un danno grave alla persona", scrive ancora il gip. Che poi prosegue: "La situazione economico patrimoniale degli occupanti l’immobile effettuata dalla Guardia di Finanza al contrario – si legge nel decreto - attesta lo svolgimento di attività lavorativa e la percezione di redditi da parte degli stessi. Trattasi quindi di stabile occupazione di un immobile, trasformato dagli indagati in abituale residenza. L’immobile risulta peraltro inserito nel piano straordinario per l’emergenza abitativa nel Lazio".

Una notizia quella dello sgombero imminente che ha occupato le cronache locali per giorni. Con la sindaca Virginia Raggi in prima fila a prendersi il merito dell'operazione, e la sinistra pronta a ridimensionarla sottolineando che è la Procura a essersi mossa su spinta degli esposti arrivati contro i neofascisti. Che tempi per lo sfratto effettivo? Difficile dirlo. La palla passa alla Prefettura, che ha già una lista di 23 immobili da sgomberare, con priorità a quelli che non hanno i requisiti minimi di sicurezza strutturale. Ci vorrà del tempo. 

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