Domenica, 21 Luglio 2024
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Muore la madre, il figlio riconsegna l'appartamento all'Ater: poche ore dopo viene occupato

I familiari non hanno nemmeno fatto in tempo a ottenere il distacco del gas. La storia è stata denunciata dall'Associazione inquilini e proprietari Ater e raccontata a Romatoday dai diretti interessati

Ci sono tutte le contraddizioni e il caos che caratterizzano la gestione del patrimonio popolare della Capitale nella storia denunciata dalla presidente dell'Associazione inquilini e proprietari Ater-Erp, Annamaria Addante, e raccolta da Romatoday. Il copione è simile a tanti altri. L'ennesimo che si verifica nella Capitale dell'emergenza abitativa. Muore una donna regolarmente assegnataria, si svuota un alloggio pubblico, in zona Villa Spada. Il figlio lo libera e lo riconsegna all'Ater. La notizia gira immediatamente: a poche ore di distanza, nonostante le 'precauzioni' dell'ente, la casa popolare viene occupata. Chi lo ha riconsegnato non ha nemmeno fatto in tempo ad ottenere il distacco del gas. Romatoday ha raccolto la sua storia. 

“Tutto è iniziato lo scorso 27 giugno quando è morta la signora che abitava nell'alloggio di proprietà dell'Ater” racconta la diretta interessata che però preferisce rimanere anonima. "Il 27 giugno era sabato e siccome a Roma il 29 giugno, lunedì, è la festa di Pietro e Paolo, per riconsegnarlo all'azienda che gestisce il patrimonio pubblico era necessario aspettare la fine del 'ponte festivo'. “L'Ater ci ha dato appuntamento mercoledì primo luglio ma fino a quella data, per essere sicuri di poter restituire vuoto quell'appartamento, siamo rimasti dentro ad abitarlo per paura che lo occupassero”. La notizia della morte della signora, un lutto per i familiari, è girata infatti in pochissimo tempo. “Subito i vicini ci hanno allertato delle mire di alcune persone che puntavano a entrare nella casa ormai vuota e bastava osservare meglio il quartiere per notare la presenza di persone che non si erano mai viste”.

Solo suggestioni? Non proprio. “La sera prima della riconsegna c'è anche chi si è fatto avanti chiedendoci apertamente di lasciargli occupare l'appartamento. Naturalmente non abbiamo accettato perché non volevamo renderci complici di un reato ma soprattutto perché pensavamo alle persone in graduatoria che avevano diritto a un alloggio popolare”. Il giorno seguente finalmente la riconsegna. “Si sono presentati gli operatori dell'Ater, accompagnati dalla forza pubblica, per blindare il locale con tanto di allarmi 'anti' occupazione. Nel frattempo abbiamo provveduto a comunicare che la donna era deceduta per staccare le utenze”.

Tutte tranne il gas. “Mi dovevo presentare oggi a mezzogiorno staccare anche questa eppure a mezzogiorno e mezzo né l'operatore dell'Ater né quello dell'Eni erano presenti sul posto. Ho chiamato per ottenere informazioni e mi hanno detto che l'alloggio è stato occupato poco dopo che noi l'abbiamo riconsegnato. Si sono presentati con le forze dell'ordine ma non sono riusciti a liberarlo. Così noi ora dobbiamo avanzare la denuncia ai carabinieri e consegnare all'azienda del gas tutta la documentazione che testimonia il fatto che abbiamo riconsegnato l'alloggio”. I nuovi inquilini infatti continuano a consumare “e le bollette arriverebbero a noi”. 

Per Annamaria Addante una storia “vergognosa. Ogni volta che l'Ater ritira un alloggio viene rioccupato poco tempo dopo”. Denuncia Addante: “Anche in questo caso, nonostante il 'robottino' e i sensori alla porta e alle finestre per avvertire la polizia in caso di violazioni, l'alloggio è stato occupato. Ma gli allarmi hanno funzionato? Le forze dell'ordine sono intervenute?” si chiede Addante. L'elemento che più fa indignare per Addante è “che in lista d'attesa ci sono migliaia di persone che avrebbero diritto a una casa. Perchè questi alloggi non vengono riassegnati subito agli aventi diritto? Perchè rimangono chiusi per mesi prima che l'Ater si decida ad assegnarli? Sempre che non vengono occupati prima. Ci sono 750 alloggi occupati abusivamente che dovrebbero essere sgomberati. Quando si mette ordine a questa situazione?”. Addante punta il dito contro le istituzioni: “Questa città è allo sbando”.

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