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Politica Trastevere / Via della Lungara

Casa delle donne al contrattacco, con loro anche Fonte: "Vediamo chi è Raggi"

Al fianco della realtà femminista anche le attrici di Dissenso comune

Il sorriso sfoggiato uguale a quello mostrato a tutto il mondo dal palco del Festival di Cannes. In mano il cartello con la scritta ormai simbolo della battaglia della Casa internazionale delle donne: "La casa siamo tutte". Si è presentato anche Marcello Fonte questa mattina in via della Lungara alla conferenza stampa organizzata dalle associazioni femministe che da oltre trent'anni gestiscono la struttura di Trastevere. L'incontro di lunedì con Virginia Raggi e le assessore a Politiche Sociali, Patrimonio e alla Roma Semplice, Laura Baldassarre, Rosalba Castiglione, Flavia Marzano ha aumentato la distanza tra la storica realtà femminista e la prima amministrazione ad avere una donna sindaca. E le attiviste sono pronte a contrattaccare. 

Il Campidoglio punta a "riallineare" l'utilizzo dell'ex carcere femminile, poi ex convento, del Buon Pastore "alle esigenze dell'amministrazione". Vuole renderlo un "centro di coordinamento per i servizi" e affidarlo tramite un bando. La maggioranza del Movimento cinque stelle ha anche approvato in Aula una mozione, a prima firma della consigliera pentastellata Gemma Guerrini. E la sindaca Virginia Raggi è decisa ad andare avanti su questa linea. 

Una linea legalitaria che, per la presidente della Casa Internazionale delle donne, Francesca Koch, "in realtà nasconde la volontà azzerare tutte quelle realtà sociali e culturali che negli anni hanno sviluppato spazi in autonomia e che oggi non presentano una visione allineata. Perché noi non siamo le uniche ad essere a rischio". 

L'offensiva si gioca anche sul piano comunicativo. "Vogliamo correggere quelle false narrazioni che ci descrivono come un posto di signore snob che si godono questo spazio a sbafo. Al contrario, questo posto, lo frequentano circa 30 mila donne". 

Ci sono gli spazi per le attività, la biblioteca, le attività in contrasto alla violenza sulle donne, orientamento al lavoro, servizi di carattere medico e legale. "L'ostello e il ristorante sono previsti nella convenzione". Sulle spalle una storia iniziata nel 1976 dall'occupazione di palazzo Nardini, di proprietà della Regione Lazio, attualmente in vendita, nella vicina via del Governo Vecchio, continuata a metà degli anni '80 con l'assegnazione alle attiviste femministe del complesso del Buon Pastore. Una storia "di autonomia" che rende "il progetto dall'alto" dell'amministrazione "inaccettabile". 

"Anche la questione del debito con il comune", che ammonta a circa 800 mila euro, "è una finta questione che abbiamo sollevato noi stesse già del 2010 quando proponemmo all'allora sindaco Gianni Alemanno di rateizzare". Tra le proposte avanzate alla Raggi, invece, "la possibilità offerta dalla cosiddetta Legge sul Terzo settore che dispone che gli enti pubblici possano concedere in comodato beni mobili e immobili non utilizzati per fini istituzionali". 

Intanto cresce la solidarietà verso la Casa internazionale delle donne. "Là dove si pensava di avere un credito, invece c'è un debito" le parole dell'attrice Jasmine Trinca, presente alla conferenza stampa. "In questa città siamo stanchi di lanciare un appello al giorno affinché non chiuda qualcosa". Anche il movimento di donne dello spettacolo 'Dissenso Comune', di cui l'attrice fa parte, è al fianco della 'Casa'. "La prossima settimana faremo una riunione aperta a tutte" l'annuncio dell'attrice Camilla Filippi.

Poi l'appello a realtà culturali e agli artisti "per organizzare un'estate piena di eventi aperti a tutta la cittadinanza". Mentre la presidente Koch parla, viene comunicata anche la solidarietà ufficiale della Uil nazionale, "che si aggiunge ad un lungo elenco". Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha inoltrato una lettera: "Nei prossimi giorni proporrò alla Giunta di dichiarare la Casa internazionale delle donne sito di notevole interesse pubblico". La questione rischia di trasformarsi in un vero e proprio boomerang per la prima sindaca donna di Roma. "La Raggi l'ho vista all'inizio, tante belle parole. Ma ora servono i fatti" il messaggio di Fonte alla prima cittadina. "Ora vediamo chi è veramente. È una donna pure lei, le dovrebbe interessare".

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