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Un impianto a led

Un impianto a led

Cartelloni pubblicitari, cambia il regolamento: impianti a led, più sanzioni e un Osservatorio sui contenuti lesivi

L'assessore Carlo Cafarotti: "Un altro passo avanti verso la rivoluzione del settore". E sui manifesti di Pro Vita: "Abbiamo intimato la rimozione al concessionario"

Un Osservatorio sulla pubblicità per verificare il rispetto di messaggi non discriminatori, un canone pubblicitario unico, la possibilità di utilizzare impianti high tech con luci a led, più gradevoli alla vista rispetto ai classici pannelli con le affissioni in carta e a minor impatto ambientale. Il Consiglio comunale ha approvato la proposta 178, revisione della Delibera 50/2014, che adegua il Regolamento della Pubblicità alle disposizioni nazionali previste dall'ultima legge di bilancio. E vi introduce importanti novità. Vediamo le principali. 

Gli impianti a led

Già dallo scorso aprile, in via sperimentale, era stata introdotta da una delibera di giunta la possibilità di utilizzare impianti luminosi con insegne pubblicitarie fatte di led. "Ha avuto molto successo" spiega a RomaToday l'assessore al Commercio Carlo Cafarotti. La misura è così diventata strutturale con la proposta votata ieri. "Si tratta di un importante patrimonio di arredo per la Capitale ed entra ora a pieno titolo nel regolamento di pubblicità". Secondo punto riguarda le sanzioni, all'articolo 22. Se l'impianto è irregolare e non rispetta la legge in vigore, non viene multata più solo la società concessionaria ma anche il soggetto pubblicizzato. 

Il canone unico e modulato

Terza novità: l'istituzione, come richiesto dalla legge nazionale, di un canone pubblicitario unico che spazza via le diverse tipologie di tributi previsti precedentemente. All'articolo 25 però si fa di più. "Nell'ottica dei nuovi bandi pubblicitari per il 2021 - spiega Cafarotti - modularemo i canoni dei nuovi impianti a seconda del posizionamento sul territorio e della misura". Per capirsi, un'affissione in Centro storico non varrà quanto un'affissione in periferia. 

L'Osservatorio sui messaggi pubblicitari

Per concludere è stato istituito un Osservatorio che valuterà i contenuti dei manifesti, assicurandosi che rispettino i diritti umani fondamentali. L'organo sarà composto da esponenti politici ma anche da associazioni di categoria. La possibilità di rimuovere manifesti dai contenuti lesivi era già presente ma l'intenzione è quella di velocizzare il percorso amministrativo in tal senso. "Così velocizziamo l'iter di valutazione - spiega l'assessore - che prima doveva passare dai vari organi politici. Grazie all'emendamento condiviso della consigliera Gemma Guerrini, eviteremo di trovarci con affissioni in contrasto con i diritti fondamentali di ogni individuo". Ultimo il caso dei manifesti contro la pillola abortiva del movimento Pro Vita. Su questo l'assessore assicura: "È stata intimata la rimozione al concessionario che sta provvedendo a toglierli. Altrimenti è passibile di multe". 

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