Cartelloni come i camion bar? Pronto un altro emendamento salvagente

Un altro emendamento trasversale, proposto dalla maggioranza e approvato dall'opposizione, potrebbe vanificare il Piano Regolatore messo a punto dalla giunta. Associazioni cittadine pronte alla protesta

Un'altra rivoluzione che rischia di partire zoppa, e un altro emendamento che potrebbe fungere da salvagente. Dopo il caso camion bar che ha sollevato il polverone, con la maggioranza Pd che in Aula ha deciso di ridurre gli aumenti di suolo pubblico per gli ambulanti del 650% rispetto a quanto stabilito da sindaco e giunta, un secondo "blitz" potrebbe salvare in corner un altro universo che attende da secoli la sua rivoluzione, quello dei 'cartellonari'.  

IL NUOVO PIANO - Parte oggi in Aula Giulio Cesare il dibattito sulle proposte di deliberazione 59 e 61: il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, che Roma aspetta dal 1993, e il Regolamento sulle Affissioni. Rientrano anche queste tra l'elenco delle delibere propedeutiche al bilancio. Il nuovo Prip, messo a punto dalla giunta capitolina nelle scorse settimane, prevede la messa a bando del 100% degli spazi, che verranno ridotti da 224mila a 138mila, da dividersi in 10 lotti. Il tutto con un incremento del 130% di denaro nelle casse comunali: da 13 a 30 milioni di euro. 

IL SUPER EMENDAMENTO - O almeno questo è quanto stabilito da sindaco e giunta. Peccato che la maggioranza sembri guardare da un'altra parte: secondo indiscrezioni sarebbe sul piatto una sorta di accordo trasversale con l'opposizione per riservare comunque uno spazio, del 15-20%, ad alcune ditte 'virtuose' che negli anni non hanno peccato di abusivismo. Una manovra che il primo cittadino avrebbe già bocciato. E che, come prevedibile, incontra il fermo no delle associazioni cittadine, che avevano appena finito di esultare per il risultato raggiunto in giunta. 

LA PROTESTA - "L’obiettivo finale di questa scellerata ipotesi - scrivono in una nota stampa VAS, Bastacartelloni e Cittadinanzattiva Lazio - sarebbe dunque bloccare il PRIP e l’intero processo di riforma del settore, relegando Roma ad essere l’unica capitale occidentale a non disporre di servizi essenziali quali il bike sharing (da allestire con i proventi dei cartelloni, ndr) e di restare sfigurata sul piano del decoro e dell’immagine".

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"L’unica soluzione è l’immediata approvazione del Piano e degli emendamenti al Regolamento così come presentati dalla Giunta. Un presidio di cittadini sarà presente in aula a partire da oggi". Tutti in Campidoglio quindi, pronti alla protesta, perché di fatto quell'emendamento vanificherebbe "il principio della libera concorrenza e della parità di trattamento di fronte alle gare pubbliche sancito dalla Direttiva 2004/18/CE e dal D.Lgs. n. 163/2006 che l’ha recepita". 

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